20 gennaio 2019: QUALSIASI COSA CI DICE, FACCIAMOLA!

“Cari figli, come madre sono felice di essere in mezzo a voi perché voglio di nuovo parlarvi delle parole di mio Figlio e del Suo amore. Io spero che mi accetterete con il cuore perché le parole di mio Figlio e il Suo amore sono l’unica luce e la speranza nel buio del mondo di oggi. Questa è l’unica verità e voi che la accetterete e la vivrete avrete cuori puri e umili e mio Figlio ama quelli che sono puri e umili. Con un cuore puro e umile, voi porterete nuovamente vita alle parole di mio Figlio, le vivrete, le diffonderete e farete in modo che tutti le sentano. Le parole di mio Figlio portano la vita a quelli che le ascoltano. Le parole di mio Figlio portano amore e speranza perciò, miei cari apostoli, miei figli, vivete le parole di mio Figlio. Amatevi, come Lui vi ha amato, amatevi nel Suo nome e nella Sua memoria. La Chiesa va avanti e si sviluppa grazie a quelli che ascoltano le parole di mio Figlio, grazie a quelli che si amano, quelli che amano e quelli che soffrono nel silenzio e nella speranza della salvezza finale. Perciò miei cari figli, che le parole di mio Figlio e il Suo amore possano essere il primo e l’ultimo pensiero della vostra giornata. Vi ringrazio.”

Messaggio del 2 gennaio 2016

 

Alle nozze di Cana Gesù si manifesta pubblicamente per la prima volta: è l’Emmanuele, il Dio con noi, tutti i giorni della nostra vita.  E’ lo sposo annunciato per la terra: è questo il lieto annuncio, la grande gioia, è per questo che gioisce lo sposo per la sposa, che il nostro Dio gioisce per noi. “Egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui”. Credere in Gesù significa fare quello che Lui ci dice, come dice Maria ai servi: Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».

Credere in Gesù significa pregare, pregare, pregare: Maria prega e intercede per noi, e sempre Gesù la esaudisce.

Alle nozze di Cana c’è Maria, Madre di Misericordia, che guarda, osserva, coglie le difficoltà, i problemi, ogni minima sofferenza, e subito intercede per noi, prega per noi, dona il suo cuore per noi, pregando Suo Figlio. La Madonna ci invita all’amore, perché Dio è amore, perciò se restiamo nell’amore rimaniamo in Dio e Dio rimane in noi:  “Qualsiasi cosa Gesù ci dice, facciamola” perché “le parole di Gesù portano la vita a quelli che le ascoltano”.

I servitori alle nozze di Cana – che siamo chiamati ad essere anche noi– fanno quel che dice Gesù, ed ascoltando le parole di Gesù, solo essi assistono al miracolo.  Solo chi ha fede in Gesù, solo chi vive l’amore-servizio e confida in Gesù può vedere i miracoli nella sua vita: le parole di Gesù portano vita a quelli che le ascoltano, perché l’acqua si trasforma in vino, in vino buono, ed il vino poco tempo più avanti si trasformerà in sangue, il sangue della nostra salvezza e redenzione, il sangue della nostra vita. Le parole di Gesù portano vita attraverso l’acqua che giustifica (l’acqua del battesimo) ed il sangue che è la vita delle anime.

Così sia!

 

Prima lettura  
Is 62,1-5
Gioirà lo sposo per la sposa.
Dal libro del profeta Isaìa

Per amore di Sion non tacerò,
per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo, finché non sorga come aurora la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada.

Allora le genti vedranno la tua giustizia,
tutti i re la tua gloria;
sarai chiamata con un nome nuovo,
che la bocca del Signore indicherà.
Sarai una magnifica corona nella mano del Signore,
un diadema regale nella palma del tuo Dio.
Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,
né la tua terra sarà più detta Devastata,
ma sarai chiamata Mia Gioia
e la tua terra Sposata,
perché il Signore troverà in te la sua delizia
la tua terra avrà uno sposo.
Sì, come un giovane sposa una vergine,
così ti sposeranno i tuoi figli;
come gioisce lo sposo per la sposa,
così il tuo Dio gioirà per te.

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Sal 95
Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine.

> Seconda lettura
1Cor 12,4-11
L’unico e medesimo Spirito distribuisce a ciascuno come vuole.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.
A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue.
Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (2Ts 2,14)
Alleluia, alleluia.
Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo,
per entrare in possesso della gloria
del Signore nostro Gesù Cristo.
Alleluia.
>
Vangelo
Gv 2,1-11
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù.
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Parola del Signore

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13 gennaio 2019: Siamo chiamati ed Amati in modo particolare: rinnoviamo il nostro Battesimo!

“Cari figli, anche oggi vi porto tra le mie braccia il mio figlio Gesù affinché Lui vi dia la Sua pace. Pregate figlioli e testimoniate perché in ogni cuore prevalga non la pace umana ma la pace divina che nessuno può distruggere. Questa è quella pace del cuore che Dio da a coloro che ama. Attraverso il battesimo tutti voi siete chiamati e amati in modo particolare, perciò testimoniate e pregate per essere le mie mani tese in questo mondo che anela a Dio e alla pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Messaggio del 25 dicembre 2011

 

Il profeta Isaia introduce la figura di Giovanni il Battista, l’ultimo profeta ad annunciare la prima venuta del Signore, ed a preparargli un popolo ben disposto e convertito.

Giovanni il Battista battezza con acqua e predica un battesimo di conversione, annuncia liete notizie, la buona novella, ed il buon pastore, dicendo:

«Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». 

Gesù ricevette anche lui il battesimo, e ricevuto il battesimo stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba.

Il battesimo è una chiamata, e siamo chiamati perché siamo amati. Così infatti dice la Madonna nel suo messaggio del 25 dicembre 20111:

Attraverso il battesimo tutti voi siete chiamati e amati in modo particolare, perciò testimoniate e pregate per essere le mie mani tese in questo mondo che anela a Dio e alla pace.

Ed in effetti, dopo che il cielo si aprì e discese su Gesù lo  Spirito Santo, cosa successe?

Venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Seguiamo dunque l’esempio di Gesù, che era in preghiera ricevendo il battesimo, e l’invito della Madonna che ci invita a pregare: “testimoniate e pregate per essere le mie mani tese in questo mondo che anela a Dio e alla pace!”.

Rinnoviamo perciò il nostro battesimo, pregando, pregando, pregando continuamente. Preghiamo perché siamo chiamati ed amati in modo particolare attraverso il battesimo, e siamo chiamati ad essere apostoli di Gesù e della Madonna in questo mondo inquieto.

Così sia!

 Prima Lettura

Si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini insieme la vedranno.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 40,1-5.9-11

«Consolate, consolate il mio popolo
– dice il vostro Dio –.
Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta,
la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
il doppio per tutti i suoi peccati».

Una voce grida:
«Nel deserto preparate la via al Signore,
spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata,
ogni monte e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e tutti gli uomini insieme la vedranno,
perché la bocca del Signore ha parlato».

Sali su un alto monte,
tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza,
tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale
Dal Salmo 103 (104)

  1. Benedici il Signore, anima mia.

Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto,
tu che distendi i cieli come una tenda. R.

Costruisci sulle acque le tue alte dimore,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento,
fai dei venti i tuoi messaggeri
e dei fulmini i tuoi ministri. R.

Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto:
là rettili e pesci senza numero,
animali piccoli e grandi. R.

Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni. R.

Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;
togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra. R.

Seconda Lettura

Il Signore ci ha salvato con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo.Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito
Tt 2,11-14; 3,4-7

Figlio mio, è apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.

Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.

Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
e il suo amore per gli uomini,
egli ci ha salvati,
non per opere giuste da noi compiute,
ma per la sua misericordia,
con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,
che Dio ha effuso su di noi in abbondanza
per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,
affinché, giustificati per la sua grazia,
diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.

Parola di Dio

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Viene colui che è più forte di me, disse Giovanni;
egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. (Cfr. Lc 3,16)

Alleluia.

Vangelo

Mentre Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 3,15-16.21-22

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».

Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore

6 gennaio 2019: Cerchiamo il Signore!

«Il peccato del mondo è quello di non interessarsi a Dio. L’uomo è capace di conoscere l’esistenza di Dio. Tutti sono chiamati a cercare Dio e a realizzare ciò che Lui vuole».

Messaggio del 25 febbraio 1984 

 

Messaggio del 22 dicembre 1984 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)
Vedo a Gerusalemme i Magi che chiedono di Gesù ma nessuno sa dare loro informazioni finchè non vedono spuntare di nuovo la stella cometa che li guida fino alla stalla di Betlemme. Estasiati e commossi, i magi guardano il Bambino Gesù, si inchinano fino a terra per adorarlo profondamente e poi gli offrono doni preziosi. Maria li ringrazia e poi dice loro: “Adesso desidero pregare con voi perché tanti uomini non vogliono adorare Gesù”. 

 

Cercare Gesù, cercare il Signore mentre si fa trovare, per adorarLo, per lasciarci guidare dalla Sua Stella, che è Stella di Luce di Amore, Luce di Gioia e di Pace, Luce di umiltà e silenzio. Questo ci insegnano i Magi!

Seguiamo i consigli della Beata Vergine Maria per cercare ed incontrare Gesù!
“Cercare di sentire un anelito continuo verso Dio”. Messaggio del 3 novembre 1983 

“Io non ho bisogno di cento o duecento Padre Nostro. E’ meglio pregarne uno solo ma col desiderio di incontrare Dio. Dovete cercare di fare tutto con amore!”  Messaggio del 9 marzo 1985 

“Vi invito, apostoli miei, a cercare di vedere in ogni creatura di Dio, in tutti i miei figli, qualcosa di buono e a cercare di comprenderli” Messaggio del 2 aprile 2015 

 “Ogni giorno – sia sempre più un cercare Dio nel silenzio del vostro cuore e pregate, pregate, pregate finché la preghiera diventi gioia per voi”. Messaggio del 25 luglio 2016

“Mio Figlio vi ha lasciato le impronte dei suoi passi, perché vi fosse più facile seguirlo.  L’amore scaturito dall’Amore illumina il mondo. La redenzione è amore, e l’amore non ha fine. Quando mio Figlio verrà di nuovo sulla terra, cercherà l’amore nei vostri cuori.” Messaggio del 2 agosto 2017 

 

 

Prima lettura  
Is 60,1-6
La gloria del Signore brilla sopra di te.
Dal libro del profeta Isaìa

Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
nebbia fitta avvolge i popoli;
ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te.
Cammineranno le genti alla tua luce,
i re allo splendore del tuo sorgere.
Alza gli occhi intorno e guarda:
tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano,
le tue figlie sono portate in braccio.
Allora guarderai e sarai raggiante,
palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,
perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te,
verrà a te la ricchezza delle genti.
Uno stuolo di cammelli ti invaderà,
dromedari di Màdian e di Efa,
tutti verranno da Saba, portando oro e incenso
e proclamando le glorie del Signore.

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Sal 71
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.

Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.

I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti.

Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.

> Seconda lettura
Ef 3,2-3.5-6
Ora è stato rivelato che tutte le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero.
Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.

Parola di Dio

Sequenza
ANNUNZIO DEL GIORNO DELLA PASQUA 
Dopo la proclamazione del Vangelo, il diacono o il sacerdote o un altro ministro idoneo può dare l’annunzio del giorno della Pasqua. 

Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.
Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.
Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 21 aprile.
In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.
Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:
Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 6 marzo.
L’Ascensione del Signore, il 2 giugno.
La Pentecoste, il 9 giugno.
La prima domenica di Avvento, il 1° dicembre.
Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.

A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli.
Amen.

Canto al Vangelo (Mt 2,2)
Alleluia, alleluia.
Abbiamo visto la sua stella in oriente
e siamo venuti per adorare il Signore.
Alleluia.
>
Vangelo
Mt 2,1-12
Siamo venuti dall’oriente per adorare il re.
Dal Vangelo secondo Matteo

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Parola del Signore

 

IMITIAMO LA SANTA FAMIGLIA DI NAZARET

Cari figli! Desidero che siate come un fiore che sboccia a Natale per Gesù, un fiore che non appassirà e che non cesserà di fiorire anche quando il Natale sarà passato. Desidero che i vostri cuori siano come i pastori di Betlemme davanti alla mangiatoia di Gesù.

Messaggio del 21 dicembre 1984 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)

Oggi festeggiamo la festa della santa famiglia di Nazaret.

Gesù ci viene presentato all’interno della sua famiglia, della Sacra Famiglia di Nazaret, modello di Santità per tutte le famiglie cristiane.

E com’è questa famiglia? E’ una famiglia in preghiera ed in adorazione,  che vive il suo pellegrinaggio terreno con semplicità ed umiltà, in grazia di Dio ed osserva i comandamenti del Signore e fa la Sua volontà. I comandamenti sono, come ci ricorda Giovanni, credere (nel Signore) ed amare.

Siamo invitati a seguire il modello di Santità della famiglia di Nazaret, una famiglia in preghiera, riunita in preghiera, che prega insieme, che prega con il cuore, con cuore puro ed umile, che confida nel Signore. Una famiglia che segue il modello di Santità della Sacra Famiglia di Nazaret è una famiglia in ascolto, in ascolto della Parola del Signore, che la custodisce e fa la sua volontà, anche se al momento non la capisce: “Essi non compresero ciò che aveva detto loro.” “Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore”. Per far questo siamo invitati ad aprire il nostro cuore “Apri, Signore, il nostro cuore e accoglieremo le parole del Figlio tuo.”

Per aprire il cuore dobbiamo aiutarci con la preghiera. Pregate, pregate, pregate dice la Madonna da più di 37 anni a Medjugorje:

“Pregate, figlioli, e aprite il cuore all’amore di Dio, ma non potete se non pregate. Perciò pregate, pregate, pregate”.

Messaggio del 25 settembre 2004

Perseverando nella preghiera apriamo dunque il nostro cuore, che dev’essere però un cuore purificato, un cuore puro ed umile. Purifichiamo dunque frequentemente i nostri cuori con la preghiera, il digiuno, i sacrifici, e con il sacramento della riconciliazione.

In questo modo prepariamo il nostro cuore, apriamo il nostro cuore, rendiamo sempre più umile e puro il nostro cuore, e così facendo creiamo la condizione ideale per l’ascolto della parola del signore: il silenzio, la purezza, l’umiltà.

Aprire il cuore, puro ed umile, significa porsi nel giusto atteggiamento di ascolto e fare spazio alla Parola del Signore che bussa alla nostra porta. Lasciar entrare la Parola di Dio, accoglierla, custodirla, è il vero ascolto. Questa Parola è una parola creatrice, che piano piano trasforma il nostro cuore e darà frutto: germoglierà in questo terreno così reso fertile del nostro cuore aperto -aperto alla luce,  alla sapienza,  alla grazia -, e darà frutto, darà frutto in abbondanza. Se apriamo il cuore, se apriamo il nostro cuore umile e puro, se spalanchiamo la porta del nostro cuore, grandi grazie vi si riverseranno, perché sono lì da sempre, pronte a riempirci della pienezza della grazia, come giunsero a Maria, la piena di grazia.

La santa famiglia ci indica la strada giusta: fare la volontà di Dio, anteporre la volontà di Dio alla nostra volontà, inchinarci a Dio quando non lo capiamo, ed accettare comunque quanto Dio ci mette davanti nella nostra vita, anche se non lo capiamo subito, imitando l’atteggiamento di Maria: “custodiva tutte queste cose nel suo cuore”. L’atteggiamento è quindi quello di umiltà, mitezza, sottomissione, silenzio, rispetto, purezza di cuore. Maria si sottomette in tutta umiltà alla Parola di Gesù: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».    Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

Seguiamo i consigli di Nostra Madre Celeste, la Beata Vergine Maria, che così  ci esorta:

Cari figli, anche oggi in questo giorno di grazia, desidero che il cuore di ciascuno di voi diventi la capanna di Betlemme nella quale è nato il Salvatore del mondo. Io sono vostra Madre che vi ama immensamente e si prende cura di ciascuno di voi. Perciò, figli miei, abbandonatevi alla Madre affinché possa posare davanti a Gesù Bambino il cuore e la vita di ciascuno di voi, perché soltanto così, figli miei, i vostri cuori saranno testimoni della nascita quotidiana di Dio in voi. Permettete a Dio di illuminare le vostre vite con la luce ed i vostri cuori con la gioia affinché il vostro cammino sia illuminato quotidianamente e siate esempio della vera gioia per gli altri che vivono nelle tenebre e non sono aperti verso Dio e verso le Sue grazie. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 25 dicembre 2014 (Messaggio straordinario dato a Jacov) 

Desidero che siate come un fiore che fiorisca a Natale per Gesù, un fiore che non cessi di fiorire quando finirà il Natale. Desidero che i vostri cuori siano come i pastori (di Betlemme) davanti a Gesù.

Messaggio del 21 dicembre 1984 a Jelena

Ciascuno di noi diventi la capanna di Betlemme! Amen

 

Prima lettura
1Sam 1,20-22.24-28
Samuele per tutti i giorni della sua vita è richiesto per il Signore.
Dal primo libro di SamuèleAl finir dell’anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuèle, «perché – diceva – al Signore l’ho richiesto». Quando poi Elkanà andò con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il suo voto, Anna non andò, perché disse al marito: «Non verrò, finché il bambino non sia svezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi resterà là per sempre».
Dopo averlo svezzato, lo portò con sé, con un giovenco di tre anni, un’efa di farina e un otre di vino, e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo: era ancora un fanciullo. Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e lei disse: «Perdona, mio signore. Per la tua vita, mio signore, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho richiesto. Anch’io lascio che il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli è richiesto per il Signore». E si prostrarono là davanti al Signore.

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Sal 83
Beato chi abita nella tua casa, Signore.Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti!
L’anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente.

Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore.

Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,
porgi l’orecchio, Dio di Giacobbe.
Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato.

> Seconda lettura
1Gv 3,1-2.21-24
Siamo chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!
Dalla prima lettera di san Giovanni apostoloCarissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (At 16,14)
Alleluia, alleluia.
Apri, Signore, il nostro cuore
e accoglieremo le parole del Figlio tuo.
Alleluia.
>
Vangelo
Lc 2,41-52
Gesù è ritrovato dai genitori nel tempio in mezzo ai maestri.
Dal Vangelo secondo LucaI genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Parola del Signore

23 dicembre 2018: Viviamo l’Eucarestia col cuore!

 “Cari figli, io sono sempre con voi, perché mio Figlio vi ha affidato a me. E voi, figli miei, voi avete bisogno di me, cercatemi, venite a me e fate gioire il mio Cuore materno.  Io ho ed avrò sempre amore per voi, per voi che soffrite e che offrite i vostri dolori e le vostre sofferenze a mio Figlio e a me. Il mio amore cerca l’amore di tutti i miei figli ed i miei figli cercano il mio amore. Per mezzo dell’amore, Gesù cerca la comunione tra il Cielo e la terra, tra il Padre Celeste e voi, miei figli, la sua Chiesa. Perciò bisogna pregare molto, pregare ed amare la Chiesa a cui appartenete. Ora la Chiesa soffre ed ha bisogno di apostoli che, amando la comunione, testimoniando e dando, mostrino le vie di Dio. Ha bisogno di apostoli che, vivendo l’Eucaristia col cuore, compiano opere grandi. Ha bisogno di voi, miei apostoli dell’amore. Figli miei, la Chiesa è stata perseguitata e tradita fin dai suoi inizi, ma è cresciuta di giorno in giorno. È indistruttibile, perché mio Figlio le ha dato un cuore: l’Eucaristia. La luce della sua risurrezione ha brillato e brillerà su di lei. Perciò non abbiate paura! Pregate per i vostri pastori, affinché abbiano la forza e l’amore per essere dei ponti di salvezza. Vi ringrazio..”

Messaggio del 2 dicembre 2015

 

Domenica 23 dicembre accendiamo la quarta candela dell’avvento, la candela degli angeli: essi annunciarono la nascita di Gesù ai pastori, e l’angelo Gabriele annunciò a Maria il concepimento del Nostro Salvatore, Gesù Bambino che nasce a Betlemme, il più piccolo tra i villaggi della Giudea, in tutta umiltà e povertà, in una grotta, al freddo e al gelo.

L’arcangelo Gabriele porta a Maria il lieto annuncio, e Lei va subito da Elisabetta. E nell’incontro con la cugina, nell’incontro tra Gesù e Giovanni, entrambi crescendo nel grembo delle due donne, è palpitante la meravigliosa gioia di quel momento.

Il tempo di Avvento che va concludendosi è un crescendo di pace e di gioia che culmina con la nascita di Gesù, nostra pace e nostra gioia.

 Se conosciamo Gesù, se riconosciamo Gesù nella nostra vita, lui che è la vita, anche noi saremo riempiti di un grande pace e di una grande gioia, quella gioia annunciata dagli angeli ai pastori:

“Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo.”

Gesù, nostra gioia e nostra pace, viene, e viene a salvarci, lui che è il nostro Salvatore, il nostro pastore, chiamato a pascere il suo gregge, il popolo di Dio. Gesù realizza la promessa di Dio Padre e viene per fare la Sua Volontà, così come ha fatto la Madonna: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola.”

Come Gesù e Maria siamo chiamati a fare la Volontà di Dio, questo è il modo migliore per entrare nel tempo del Natale: fare il proposito di affidarsi al Signore e fare sempre la Sua Volontà. Chiediamo aiuto a Gesù per fare la Volontà del Padre, perché è proprio Gesù che ci porta al Padre, è Lui la nostra porta! Gesù è il buon pastore che pasce il suo gregge, e viene a noi ogni giorno nella Eucaristia. In questo modo Gesù, il Suo Sacro Cuore, viene nel nostro cuore donandoci la sua gioia e la sua pace, attraverso l’Eucaristia. Viviamo perciò l’Eucarestia con il cuore! Vivere l’Eucarestia col cuore, vuol dire fare quanto ci insegna la Madonna nel suo messaggio del 2 dicembre 2015.

Così sia!

 

Prima lettura  
Mi 5,1-4
Da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele.
Dal libro del profeta Michèa

Così dice il Signore:
«E tu, Betlemme di Èfrata,
così piccola per essere fra i villaggi di Giuda,
da te uscirà per me
colui che deve essere il dominatore in Israele;
le sue origini sono dall’antichità,
dai giorni più remoti.
Perciò Dio li metterà in potere altrui,
fino a quando partorirà colei che deve partorire;
e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele.
Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore,
con la maestà del nome del Signore, suo Dio.
Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande
fino agli estremi confini della terra.
Egli stesso sarà la pace!».

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Sal 79
Signore, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Tu, pastore d’Israele, ascolta,
seduto sui cherubini, risplendi.
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

Sia la tua mano sull’uomo della tua destra,
sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.

> Seconda lettura
Eb 10,5-10
Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà.
Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, entrando nel mondo, Cristo dice:
«Tu non hai voluto né sacrificio né offerta,
un corpo invece mi hai preparato.
Non hai gradito
né olocausti né sacrifici per il peccato.
Allora ho detto: “Ecco, io vengo
– poiché di me sta scritto nel rotolo del libro –
per fare, o Dio, la tua volontà”».
Dopo aver detto: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato», cose che vengono offerte secondo la Legge, soggiunge: «Ecco, io vengo per fare la tua volontà». Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo. Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 1,38)
Alleluia, alleluia.
Ecco la serva del Signore:
avvenga per me secondo la tua parola.
Alleluia.
>
Vangelo
Lc 1,39-45
A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?
Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Parola del Signore

 

16 dicembre 2018: Siamo sempre nella gioia!

“Siate sempre nella gioia!” (Poi la Vergine intona sorridendo il canto Cristo, nel tuo nome e scompare) Messaggio del 16 febbraio 1982 

“Figli cari! Quando cominciate una giornata con la preghiera, con raccoglimento interiore e con l’amore nel cuore, quando siete in pace con tutti, quella giornata sarà per voi piena di gioia. Ma quando siete tristi, anche la vostra giornata sarà triste. Perciò siate sempre nella gioia! Siate quanto più gioiosi è possibile e vedrete che anche i vostri giorni saranno felici!” Messaggio del 10 agosto 1984 

 

Accendiamo oggi la terza candela della corona dell’avvento, detta dei pastori, che ha un colore rosa, diverso da tutte le altre tre che sono di colore viola. Si distingue perché è la domenica “gaudete”, la domenica della letizia, della gioia.

Siate sempre nella gioia ci dice la Madonna, ed essere sempre nella gioia significa essere sempre in Gesù, perché è Lui la nostra gioia, è Gesù che ci dona la sua gioia e la sua pace! E che cosa vuol dire essere sempre in Gesù?

San Paolo ci dice:

“Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti.”

Ma cosa vuol dire: “siate sempre lieti nel Signore”?

In qualche modo ci risponde Giovanni il Battista, al quale gli chiedono: “che cosa dobbiamo fare?”.

E le sue repliche indicano e suggeriscono la risposta: dobbiamo praticare la giustizia, essere compassionevoli, essere benevolenti, pieni d’amore, di bontà e di misericordia, non preoccuparci delle cose terrene e del futuro, affidandoci al Signore e facendo la Sua Volontà, riconciliandoci sempre con Dio e con i fratelli. Se seguiamo questi consigli, saremo sempre lieti, saremo sempre in Gesù, con Gesù e per Gesù.

San Paolo completa questa risposta nel seguente modo:

“La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino! Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.  E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.“

Essere nella gioia vuol dire essere leggeri, non avere pesi, ed essere leggeri vuol dire essere come gli uccelli del cielo (Mt 6, -24-35). Essere come gli uccelli del cielo vuol dire poter volare, volare sopra la terra, senza essere invischiati e trattenuti dal peso delle cose terrene, librarsi in volo, e volare alto, verso il Cielo, volare spediti verso il Regno dei cieli, che già inizia qui ed ora, nel nostro cuore, se solo lo vogliamo, se solo apriamo il nostro cuore.

Così sia!

Prima lettura  
Sof 3,14-18
Il Signore esulterà per te con grida di gioia.
Dal libro del profeta Sofonìa

Rallègrati, figlia di Sion,
grida di gioia, Israele,
esulta e acclama con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna,
ha disperso il tuo nemico.
Re d’Israele è il Signore in mezzo a te,
tu non temerai più alcuna sventura.
In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te
è un salvatore potente.
Gioirà per te,
ti rinnoverà con il suo amore,
esulterà per te con grida di gioia».

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Is 12
Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.

Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

> Seconda lettura
Fil 4,4-7
Il Signore è vicino!
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!
Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Is 61,1)
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito del Signore è sopra di me,
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.
Alleluia.
>
Vangelo
Lc 3,10-18
E noi che cosa dobbiamo fare?
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Parola del Signore

 

9 dicembre 2018: Siamo in gioiosa attesa!

“Apostoli del mio amore, figli miei: unitevi in preghiera con cuore vero e semplice, per quanto lontani siate gli uni dagli altri. “  “Incoraggiatevi gli uni gli altri nella crescita spirituale, come vi sto incoraggiando io”. “Veglio su di voi e sono con voi ogni volta che pensate a me”.

Messaggio del 2 ottobre 2015

 Oggi accendiamo la seconda candela dell’avvento, la candela di Betlemme, per prepararci alla chiamata del Signore che viene. Cantiamo insieme con gioia: Vieni Signore, vieni!

Prepariamoci bene alla venuta del Signore, facciamoci trovare pronti. Nell’attesa dobbiamo agire: raddrizzare i nostri sentieri, chiedere perdono e perdonarci a vicenda riconciliandoci frequentemente con Dio (attraverso il sacramento della confessione) e con i fratelli, perdonare sempre, fare frutti degni della conversione (le 14 opere di misericordia), amarci gli uni gli altri come Dio ha amato e ama sempre ciascuno di noi ogni giorno della nostra vita, e soprattutto sempre vegliare e pregare.

L’avvento profuma di gioia, di attesa, di pace, di quella pace e gioia che possono venire solo dalla venuta di Gesù nel nostro cuore. E’ una gioia che però dev’essere meritata, conquistata, con qualche sacrificio: non è una gioia effimera, né passeggera, né a buon mercato, ma una Gioia Eterna per la quale dobbiamo fare un po’ di fatica, versare qualche lacrima, lungo il cammino.

Per raggiungere la salvezza di Dio, per guadagnare la gioia e la pace eterna, dobbiamo fare qualcosa, non ci si arriva così, senza far nulla.

Che cosa dobbiamo fare?

Dobbiamo metterci sulla retta via per chi non sta sul retto cammino, non deviare dal retto cammino per chi già ci sta, e perseverare in un questo pellegrinaggio senza lasciarsi tentare ed ingannare da vane seduzioni e distrazioni mondane. O Dio o il mondo: non c’è una via di mezzo! Giovanni il Battista invita tutti gli uomini di buona volontà a convertirsi, a tornare sul retto cammino, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.

Questo avvento è dunque anche un periodo nel quale rinnovare il nostro cammino di conversione, riconciliandoci con Dio e con i fratelli, cercando di diminuire i nostri peccati di parole, opere ed omissioni, scavando a fondo sulle nostre mancanze.

Quest’avvento è veglia, attesa, preghiera, conversione: in una parola ci è chiesto di amare, di amare come Gesù ci ha amati.  Tutto questo perché ci viene annunciata una grande gioia, come quella dell’angelo ai pastori di Betlemme:: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo..”

Così sia!

 

 

Prima lettura  
Bar 5,1-9
Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura.
Dal libro del profeta Baruc

Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell’afflizione,
rivèstiti dello splendore della gloria
che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell’Eterno,
perché Dio mostrerà il tuo splendore
a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre:
«Pace di giustizia» e «Gloria di pietà».
Sorgi, o Gerusalemme, sta’ in piedi sull’altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti,
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi,
incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce
in trionfo come sopra un trono regale.
Poiché Dio ha deciso di spianare
ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno,
perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
Anche le selve e ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perché Dio ricondurrà Israele con gioia
alla luce della sua gloria,
con la misericordia e la giustizia
che vengono da lui.

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Sal 125
Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

> Seconda lettura
Fil 1,4-6.8-11
Siate integri e irreprensibili per il giorno di Cristo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 3,4.6)
Alleluia, alleluia.
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
Alleluia.
>
Vangelo
Lc 3,1-6
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
Dal Vangelo secondo Luca

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».

Parola del Signore