10 febbraio 2019: RICONOSCIAMOCI PECCATORI!

“Cari figli ! Nel grande amore di Dio oggi vengo a voi per condurvi sulla via dell’umiltà e della mitezza. Prima stazione su questa via, figli miei, è la confessione. Rinunciate al vostro orgoglio e inginocchiatevi davanti al mio Figlio. Comprendete, figli miei, che non avete niente e non potete niente. L’unica cosa vostra e quello che possedete è il peccato. Purificatevi e accettate la mitezza e l’umiltà. Mio Figlio avrebbe potuto vincere con la forza, ma ha scelto la mitezza, l’umiltà e l’amore. Seguite mio Figlio e datemi le vostre mani, affinché insieme saliamo sul monte e vinciamo. Vi ringrazio.”

Messaggio del 2 luglio 2007 
 
 
Per grazia di Dio tutto ci viene donato. Tutto e a tutti viene donato, senza distinzioni. Per ricevere tutte le grazie di Dio, ci è chiesto solo una cosa:
essere aperti alla grazia, aprire il cuore, avere un cuore puro ed umile, questo ci è chiesto!
Purificare il cuore comincia dal riconoscerci peccatori, è questo è il primo passo, come ci insegna anche la Beata Vergine Maria.
“Cari figli, oggi, per la vostra unione con mio Figlio, vi invito ad un passo difficile e doloroso. Vi invito al riconoscimento completo ed alla confessione dei peccati, alla purificazione. Un cuore impuro non può essere in mio Figlio e con mio Figlio. Un cuore impuro non può dare un frutto d’amore e di unità. Un cuore impuro non può compiere cose rette e giuste, non è un esempio della bellezza dell’Amore di Dio per coloro che gli stanno attorno e che non l’hanno conosciuto. Voi, figli miei, vi riunite attorno a me pieni di entusiasmo, di desideri e di aspettative, ma io prego il Padre Buono di mettere, per mezzo dello Spirito Santo del mio Figlio, la fede nei vostri cuori purificati. Figli miei, ascoltatemi, incamminatevi con me.”
Messaggio del 2 luglio 2011 (Messaggio straordinario dato a Mirjana)
 Isaia, Paolo e Simon Pietro si riconoscono peccatori, mostrano tutta la loro fragilità ed umiltà, si riconoscono impuri. Riconoscendoci peccatori apriamo il cuore al perdono del Signore, mostriamo la nostra docilità, la nostra umiltà, la nostra pochezza, e con cuore umile e purificato ci poniamo nel migliore dei modi per accogliere la grazia, per riceverla nel nostro cuore, custodirla, farla fruttare.
Nella prima lettura, il serafino purifica le labbra impure con il carbone ardente: le labbra, le parole che escono dalla bocca sono una manifestazione del nostro cuore.
Se le labbra sono impure, il cuore è impuro; purificando le labbra viene purificato il cuore. Saulo poi chiamato Paolo  e’ stato purificato sulla strada per Damasco; dopo essere stato perdonato da Dio, una grande luce lo investì, divenne cieco, così da poter guardare nel sou cuore e pentirsi. Il battesimo cristiano lo condusse a vita nuova, rinnovandolo nel corpo e nello Spirito, dopo aver riaperto gli occhi, sempre per grazia di Dio, dopo aver iniziato a vedere tutto con occhi nuovi, purificati, con gli occhi della Luce che viene da Gesù Cristo che prende dimora nel nostro cuore.
Simon Pietro si riconosce peccatore davanti a Gesù. E Gesù gli risponde: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
Nelle tre lettura c’è una chiamata, l’invito ad una missione. La Parola di Dio che chiama, la Luce di Dio che agisce, il Fuoco dello Spirito Santo che purifica e santifica. Nelle tre letture c’è una comune risposta: Isaia, Paolo e Simon Pietro si riconoscono peccatori e così facendo permettono alla grazia di Dio di perdonare, purificare, e compiere grandi cose per mezzo di loro.
Simon Pietro dice a Gesù:
Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore».
Eppure poi Simon Pietro, nonostante le sue fragilità, i suoi peccati, tra i quali quello di aver rinnegato tre volte Gesù, è diventato il fondatore della nostra Chiesa.
Riconosciamoci peccatori, accostiamoci al sacramento della riconciliazione, accostiamoci al confessionale come così ci suggerisce la Madonna  in numerosi suoi messaggi dati a Medjugorje.
Così sia!

Prima lettura
Is 6,1-2.3-8
Eccomi, manda me!
Dal libro del profeta IsaìaNell’anno in cui morì il re Ozìa, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali. Proclamavano l’uno all’altro, dicendo:
«Santo, santo, santo il Signore degli eserciti!
Tutta la terra è piena della sua gloria».
Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi:
«Ohimè! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi hanno visto
il re, il Signore degli eserciti».
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e disse:
«Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
perciò è scomparsa la tua colpa
e il tuo peccato è espiato».
Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale
Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore!

La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

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Seconda lettura
1Cor 15,1-11
Così predichiamo e così avete creduto.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai CorìnziVi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano!
A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè
che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture
e che fu sepolto
e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture
e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.
Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.
Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

Parola di Dio.

Forma breve (1Cor 15, 3-8.11):

Dalla lettera prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, a voi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè
che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture
e che fu sepolto
e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture
e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.
Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 4,19)
Alleluia, alleluia.
Venite dietro a me, dice il Signore,
vi farò pescatori di uomini.
Alleluia.

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Vangelo
Lc 5,1-11
Lasciarono tutto e lo seguirono.
Dal Vangelo secondo LucaIn quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Parola del Signore

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21 APRILE: CREDIAMO DAVVERO NELLA RESURREZIONE!

 Cari figli, per mezzo dell’immenso amore di Dio io vengo tra voi e vi invito con perseveranza tra le braccia di mio Figlio. Vi prego con Cuore materno ma vi ammonisco anche, figli miei, affinché la sollecitudine per coloro che non hanno conosciuto mio Figlio sia per voi al primo posto. Non fate sì che essi, guardando voi e la vostra vita, non desiderino conoscerlo. Pregate lo Spirito Santo affinché mio Figlio sia impresso in voi. Pregate affinché possiate essere apostoli della luce di Dio in questo tempo di tenebra e di disperazione. Questo è il tempo della vostra messa alla prova. Col Rosario in mano e l’amore nel cuore venite con me. Io vi conduco alla Pasqua in mio Figlio. Pregate per coloro che mio Figlio ha scelto, affinché possano sempre vivere secondo Lui ed in Lui. Vi ringrazio.

messaggio del 2 marzo 2012 a Mirijana

 

 

Il discepolo che Gesù amava, il suo prediletto, Giovanni apostolo ed evangelista, nel Vangelo della Pasqua di Resurrezione del Signore è protagonista di 5 verbi: corse, si chinò, entrò, vide e credette.

Correre è il Verbo di chi è innamorato di Cristo, richiama la corsa di San Paolo:

Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! Però ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile. Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l’aria, anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato.

E’ la corsa verso la corona incorruttibile, la corsa di chi ha una mèta, e la metà è Gesù, sempre, è Lui la Via, la Verità e la Vita, a chi dobbiamo tendere ogni giorno della nostra vita, colui che dovremmo mettere ogni giorno al primo posto nella nostra giornata. E sono gli innamorati che si corrono incontro; corrono, non camminano uno verso l’altro perché si vogliono un bene immenso.

Chinarsi è il verbo dell’umiltà, della vicinanza, dell’intimità, dell’appartenenza, della devozione, della docilità, è Giovanni si china una seconda volta verso Gesù, come fece durante l’ultima cena, chinandosi sul suo petto.

Entrare è il verbo della disponibilità, del coraggio, del farsi prossimo, della visita, del servizio, della concretizzazione della vicinanza e della condivisione; non si può conoscere Gesù standogli lontano, o standogli alla porta, bisogna entrare, con volontà, fede e coraggio, come fecero coloro che calarono il paralitico dal tetto della casa di Pietro a Cafarnao: non riuscirono ad entrare dalla porta e lo calarono dall’alto, scoperchiando prima il tetto; così lo fecero entrare, così entrarono!

Dopo la corsa dell’innamorato, il chinarsi umile, intimo e devoto, l’entrare coraggioso, finalmente si può vedere, ci si può trovare cuore a cuore con Gesù.

Se siamo innamorati di Gesù, se siamo umili, se siamo coraggiosi e con un briciolo di fede, possiamo vedere Gesù, entrare in relazione con Lui, anche se non lo vediamo, e così crediamo. Credere significa cuor dare, dare il cuore, conoscerlo davvero.

Seguiamo l’insegnamento della Beata Vergine Maria che anche da Medjugorje continua a darci preziosi materni consigli desidera che noi arriviamo a conoscere davvero Gesù, che arriviamo dunque infine come Giovanni apostolo a credere nella resurrezione, a credere davvero, non così, tanto per dire, a credere e sentire la presenza di Gesù in mezzo a noi, in ciascuno di noi, Gesù vivo, il Vivente.

Seguiamo i consigli della Madonna:

“Col Rosario in mano e l’amore nel cuore venite con me. Io vi conduco alla Pasqua in mio Figlio”.

Così sia!

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima lettura
At 10,34a.37-43
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
Dagli Atti degli ApostoliIn quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Sal 117
Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

> Seconda lettura
Col 3,1-4
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai ColossésiFratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

Parola di Dio

Sequenza
Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

Canto al Vangelo (1Cor 5,7-8)
Alleluia, alleluia.
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
facciamo festa nel Signore.
Alleluia.
>
Vangelo
Gv 20,1-9
Egli doveva risuscitare dai morti.
Dal Vangelo secondo GiovanniIl primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Parola del Signore

14 aprile 2019: RINGRAZIAMO IL SIGNORE!

 

“Cari figli! Vi invito a benedire il nome del Signore con fiducia totale e gioia e a ringraziarLo col cuore di giorno in giorno per il grande amore. Mio Figlio, attraverso questo amore dimostrato con la croce, vi ha dato la possibilità che tutto vi sia perdonato, cosicché non abbiate a vergognarvi, a nascondervi e per paura a non aprire la porta del proprio cuore a mio Figlio. Al contrario, figli miei, riconciliatevi con il Padre celeste perché possiate amare voi stessi come vi ama mio Figlio. Quando comincerete ad amare voi stessi, amerete anche gli altri uomini e in loro vedrete mio Figlio e riconoscerete la grandezza del suo amore. Vivete nella fede! Mio Figlio tramite Me vi prepara per le opere che desidera fare tramite voi, attraverso le quali desidera glorificarsi. RingraziateLo. In modo particolare ringraziateLo per i pastori, vostri intermediari nella riconciliazione con il Padre Celeste. Io ringrazio voi, i miei figli. Vi ringrazio.”

Messaggio del 18 marzo 2013

 

«Benedetto colui che viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!».

Osanna nell’alto dei cieli!!

Lodiamo il Signore! Ringraziamo il Signore. Osanna, osanna nell’alto dei cieli. Cantiamo il Gloria! Benediciamo il nome del Signore, viviamo profondamente ed in piena coscienza e fervore, con tutta l’anima, il cuore, il corpo e la mente, la prima esortazione del Padre Nostro che è nei Cieli: Sia Santificato il tuo Nome! E Gesù viene nel Nome del Signore: “Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore”.

Gesù, nostro Re, è venuto a servirci, non per essere servito, Gesù si fa nostro servo.

Il re umile e semplice che è venuto per servire, e non per essere servito, si è fatto nostro servo, e ci ha dato l’amore più grande: ha dato la sua vita per noi, l’ha data in sacrificio completando la sua opera di redenzione: ha redento tutti i nostri peccati. Entra in Gerusalemme sopra un puledro d’asino: ha scelto il mezzo più umile e semplice, l’asino. che di solito umilmente trasporta le merci più pesanti senza reclamare mai. Lo stesso asino che trasportava la partoriente Maria verso la grotta di Betlemme: Maria e Gesù uniti assieme ad insegnarci il cammino dell’umiltà, della povertà, della semplicità, della pazienza, della fede, del servizio, della bontà, della mitezza. “Il Signore ha bisogno del puledro d’asino”, il Signore si veste d’umiltà per insegnarci che anche noi abbiamo bisogno di umiltà, di abbassarci, di servire gli altri, di amarli come lui ci ha insegnato da amare, per poter entrare nel Regno dei Cieli.

Benediciamo il Signore! Ringraziamo il Signore! Lodiamo il Signore! Agitiamo le palme, i rami d’ulivo, simbolo di pace! “Dio desidera darci la gioia, e la pace attraverso la preghiera” ci dice Maria da Medjugorje (messaggio del 25 maggio 2012). Ringraziamo il Signore con la gioia nel cuore! Quella gioia nel cuore, che sorge come? “Aprite i vostri cuori e decidetevi per la santità e la speranza farà nascere la gioia nei vostri cuori” ci esorta sempre la Regina della Pace (messaggio del 25 agosto 2012).

Non siamo mai uomini tristi, donne tristi, un cristiano non può mai esserlo: la tristezza si dilegua con la gioia nei nostri cuori, quella gioia nel cuore con il quale dovremmo ringraziare Gesù festanti, con allegria, per la sua entrata trionfale in Gerusalemme, l’entrata del nostro Re, il Re dei Cieli, il Re del Regno di Dio. Ringraziamo il Signore con la gioia nel cuore!

Quanto amore, quanti doni, quante grazie, quante benedizioni riceviamo ed abbiamo ricevuto dal Signore, quotidianamente. La nostra vita stessa, che meraviglioso dono! Ogni giorno, al mattino quando ci svegliamo: ringraziamo il Signore, benediciamolo, lodiamo il Signore, santifichiamo il suo nome! Siamo vivi, ogni mattino quando apriamo gli occhi siamo vivi, respiriamo, vediamo la luce, i colori! Ringraziamo il Signore per ogni nostro respiro, e per il dono che riceviamo di poter contemplare il creato.

Siamo grati al Signore per la natura che ci circonda, per il nostro corpo, per ogni nostro giorno, per ogni nostro istante.

Ringraziamo il Signore! Gesù ci ama a tal punto da dare la sua vita per noi. Gesù ha dato la sua vita per me!! Quale amore più grande di questo?! Ed io come lo ringrazio? Che faccio nella mia vita affinché il mio cuore sia più vicino a Gesù?

Ringraziamo il Signore per il Corpo di Cristo, per l’Eucaristia, per l’acqua ed il sangue che sgorgano dalle viscere della Divina Misericordia. Ringraziamo il Signore per il perdono dei peccati: Gesù ci perdona sempre, fino al più grave peccato, fino all’ultimo istante della nostra vita (come fece stando in croce con coloro che lo insultavano e crocifiggevano e con il buon ladrone). Non stanchiamoci mai di chiedere perdono.

Ringraziamo il Signore per la sua bontà, per il suo amore, per la sua misericordia, per tutti i suoi insegnamenti, per l’umiltà, per la mitezza, per la semplicità, per la pazienza, per la saggezza, per la sua scuola di vita, per il suo esempio. Nella Sua passione Egli, per il Suo grande amore verso di noi, sopporta tutto umilmente, pazientemente, non risponde alle provocazioni, subisce percosse, frustate, ferite, spine, umiliazioni, lacerazioni, pesi immani, viene spogliato delle sue vesti, e porta la croce in maniera commovente, senza vergogna, perché confida nel Padre che lo assiste dal Cielo, affinché sia fatta la Sua Volontà.

Ringraziamo il Signore sempre, senza stancarci mai. La gratitudine non abbia mai fine.

Gesù dà la sua stessa vita per noi per salvarci; ci redime dai nostri peccati, e ci fa così un regalo immenso, nuovo: ci dona la vita eterna, ci dona il Paradiso. Con Gesù cessiamo di essere mortali, grazie al dono della Resurrezione.

La Vergine Maria stessa da Medjugorje ci esorta: ringraziamo Gesù, ringraziamo il Signore ogni giorno, sempre. Ringraziamo la Vergine Maria che ce lo ricorda, che ci guida, che ci esorta continuamente, che ci conduce per mano nella sua scuola di cammino verso la salvezza. Ringraziamo ogni giorno con la preghiera.

Così sia!

 

 

VANGELO (Lc 19,28-40)
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
«Benedetto colui che viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!».

Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

Parola del Signore.

Dopo il Vangelo si può fare, secondo le circostanze, una breve omelia. Per dare l’avvio alla processione, il celebrante, o un altro ministro, può fare un’esortazione con queste parole:

Imitiamo, fratelli carissimi, le folle di Gerusalemme,
che acclamavano Gesù, Re e Signore, e avviamoci in pace.

Ha quindi inizio la processione verso la chiesa, nella quale si celebra la Messa. Durante la processione, il coro e il popolo eseguono i canti adatti alla celebrazione.

Colletta

Dio onnipotente ed eterno,
che hai dato come modello agli uomini
il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore,
fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce,
fa’ che abbiamo sempre presente il grande insegnamento
della sua passione, per partecipare alla gloria della risurrezione.
Egli è Dio e vive e regna con te…

Prima Lettura

Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare confuso. (Terzo canto del Servo del Signore)

Dal libro del profeta Isaìa
Is 50,4-7

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.

Parola di Dio

7 aprile 2019: ANDIAMO, ANZI CORRIAMO VERSO GESÙ!

“Cari figli, vengo a voi come Madre con doni. Vengo con amore e misericordia. Cari figli, in me c’è un cuore grande. Desidero che in esso siano tutti i vostri cuori, purificati col digiuno e la preghiera. Desidero che insieme, per mezzo dell’amore, i nostri cuori trionfino. Desidero che attraverso questo trionfo vediate la vera verità, la vera via, la vera vita. Desidero che possiate vedere mio Figlio. Vi ringrazio”.

Messaggio del 18 marzo 2007 (Messaggio straordinario dato a Mirjana)

Nella pagina evangelica dell’Adultera c’è  il perdono dei peccati, il riconciliarsi con Dio (“neanch’io ti condanno, va’ e non peccare più!”), il non condannare (“chi è senza peccato scagli la prima pietra!”) ed il non giudicare, perché con la misura con cui avremo avuto misericordia verso i nostri fratelli, così anche noi otterremo misericordia dal Signore nel giorno del giudizio, un po’ come recitiamo nella preghiera che Lui stesso ci ha insegnato: “rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

Gesù dice all’adultera “neanch’io ti condanno” e poi le dice “va’”. Questo “va’” è insieme una liberazione dalla schiavitù del peccato, una liberazione dalla condanna degli uomini e di Dio e un invito a mettersi in cammino: “va’”. Va’ dove?

Gesù è la nostra liberazione, è la nostra libertà, perché Gesù è la Verità, e la Verità ci farà liberi.

La Madonna a questo proposito ci ricorda che la nostra libertà è la nostra debolezza che ci può portare alla schiavitù del peccato:

“Cari figli, aprite il vostro cuore alla misericordia di Dio in questo tempo quaresimale. Il Padre celeste desidera liberare dalla schiavitù del peccato ciascuno di voi. Perciò, figlioli, fate buon uso di questo tempo e attraverso l’incontro con Dio nella confessione lasciate il peccato e decidetevi per la santità. Fate questo per amore di Gesù che ha redento tutti voi con il suo Sangue, affinché siate felici e in pace. Non dimenticate, figlioli: la vostra libertà è la vostra debolezza,perciò seguite i miei messaggi con serietà. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. Messaggio del 25 febbraio 2007

E Gesù è la Via, è il Cammino.

Gesù che è la Via, la Verità e la Vita, lo è a nostro esempio per l’Adultera, la peccatrice per eccellenza, che rappresenta ciascuno di noi, perché ciascuno di noi è peccatore, compresi quelli che volevano condannarla, a partire dai più anziani, i primi ad andarsene.

Gesù è la Vita: salva la vita terrena dell’adultera ma soprattutto la perdona, la libera dal peccato, non condannandola, ma allo stesso tempo esortandola alla conversione, a non peccare più, d’ora in poi, per guadagnare la Vita eterna;

Gesù è la Verità: è quella Verità che rende liberi, perché la Sua Parola libera l’adultera dall’odio, dalla condanna, dal giudizio dell’uomo (chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra!) e dalla menzogna (cercavano un pretesto per accusarlo).

Gesù è la Via: Gesù dice all’adultera “Va’”, ora sei libera. Ma attenzione: la nostra libertà è la nostra debolezza come dice la Madonna, il nostro libero arbitrio del fare ciò che vogliamo ci riporta alla schiavitù del peccato. Perciò il “Va’” è seguito dal “d’ora in poi non peccare più!”. Va’ dove dunque? Quale via seguire? Dal Vangelo sappiamo che la Via, il Cammino è Gesù stesso, perché Gesù è la Via per mezzo della quale procedere nel nostro cammino di conversione. Non ce ne sono altre.

Gesù, Gesù solo è la Via, la Verità e la Vita: tutto il resto porta al nulla, alla perdizione, al fuoco eterno.

Andiamo dunque, seguiamo Gesù, facciamo nostre le parole dell’Apostolo Paolo:

“Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù. Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata. So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù”.

Così sia!

Prima lettura
Is 43,16-21
Ecco, io faccio una cosa nuova e darò acqua per dissetare il mio popolo.
Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore,
che aprì una strada nel mare
e un sentiero in mezzo ad acque possenti,
che fece uscire carri e cavalli,
esercito ed eroi a un tempo;
essi giacciono morti, mai più si rialzeranno,
si spensero come un lucignolo, sono estinti:
«Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!
Ecco, io faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete
?
Aprirò anche nel deserto una strada,
immetterò fiumi nella steppa.
Mi glorificheranno le bestie selvatiche,
sciacalli e struzzi,
perché avrò fornito acqua al deserto,
fiumi alla steppa,
per dissetare il mio popolo, il mio eletto.

Il popolo che io ho plasmato per me
celebrerà le mie lodi».

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Sal 125
Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

> Seconda lettura
Fil 3,8-14
A motivo di Cristo, ritengo che tutto sia una perdita, facendomi conforme alla sua morte.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui, avendo come mia giustizia non quella derivante dalla Legge, ma quella che viene dalla fede in Cristo, la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede: perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti.
Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù. Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata. So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gl 2,12-13)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Ritornate a me con tutto il cuore, dice il Signore,
perché io sono misericordioso e pietoso.
Lode e onore a te, Signore Gesù!
>
Vangelo
Gv 8,1-11
Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei.
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Parola del Signore

31 marzo 2019: RICONCILIAMOCI CON DIO E TRA DI NOI E COL ROSARIO IN MANO E L’AMORE NEL CUORE ANDIAMO CON MARIA!

“Cari figli, aprite il vostro cuore alla misericordia di Dio in questo tempo quaresimale. Il Padre celeste desidera liberare dalla schiavitù del peccato ciascuno di voi. Perciò, figlioli, fate buon uso di questo tempo e attraverso l’incontro con Dio nella confessione lasciate il peccato e decidetevi per la santità. Fate questo per amore di Gesù che ha redento tutti voi con il suo Sangue, affinché siate felici e in pace. Non dimenticate, figlioli: la vostra libertà è la vostra debolezza, perciò seguite i miei messaggi con serietà. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Messaggio del 25 febbraio 2007

 

Fin dal primo messaggio dato a Medjugorje il 26 giugno 1981 la Beata Vergine Maria ci invita alla riconciliazione con Dio e tra di noi. Oggi le letture mettono in risalto l’importanza del sacramento della riconciliazione, un invito forte a tornare al confessionale, alla confessione frequente, come la stessa Madonna ci invita a fare.

 “Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”.

Nella parabola di oggi c’è tutta la Misericordia del Padre, che è tenerezza, compassione, benevolenza, amorevolezza, gesti di affetto, di vicinanza, di calore, di amore con tutto il cuore. La confessione del figlio, il riconoscersi peccatore apre le viscere della Divina Misericordia.

Dio Nostro Papà non vede l’ora di perdonarci, di riempirci di bontà, di amore, di misericordia, perché il suo cuore è eternamente aperto e colmo d’amore misericordioso per ciascuno di noi. Se non lo cogliamo, se non lo comprendiamo, se non lo intravvediamo è perché il nostro cuore è ancora troppo duro, rigido e chiuso. Perciò accostiamoci al confessionale, in modo tale che il nostro cuore sia purificato, cominci a sciogliersi, ad aprirsi, a lasciar entrare un po’ di  luce. A Gesù basta uno spiraglio per poter entrare nel nostro cuore, apriamo la porta del nostro cuore, Gesù è lì fuori che bussa e aspetta; è lì sempre che bussa ed aspetta che noi rispondiamo alla sua chiamata. Non lo sentiamo ancora che sta bussando? Mettiamoci in ascolto della Sua Parola, andiamo al confessionale, e quando usciremo dal confessionale, finalmente riconciliati con Dio, allora sentiremo tutta la grazia del Signore che vuole solo il nostro bene, che ci ama infinitamente, e che vuole condurci sulla strada della salvezza, sul cammino della santità.

Il Padre dice al figlio: “era morto, ma è tornato in vita!” Riconciliandoci con Dio Padre, torniamo in vita, torniamo alla vita, perché prima camminavamo verso la morte, eravamo morti. Facendo pace con Dio, ritorniamo alla vita, tendiamo dritti verso il regno dei cieli, verso la vita eterna. Riconciliamoci con Dio e con i fratelli, con il nostro prossimo, perché amare Dio ed amare il prossimo non può essere se non c’è il perdono. Come dice la Madonna: “Non esiste amore senza preghiera, non esiste preghiera senza perdono, perché l’amore è la preghiera, il perdono è l’amore.”La vera preghiera proviene dalla profondità del vostro cuore, dalla vostra sofferenza, dalla vostra gioia, dalla vostra richiesta di perdono dei peccati”. “Per essere degni del Padre amate e perdonate, perché vostro Padre è amore e perdonoPregate e digiunate, perché questa è la via verso la vostra purificazione, questa è la via per conoscere e comprendere il Padre Celeste. Quando conoscerete il Padre, capirete che soltanto Lui vi è necessario” (la Madonna ha detto questo in modo deciso e accentuato). “A chi vuol fare un cammino spirituale profondo io consiglio di purificarsi confessandosi una volta alla settimana. Confessatevi anche dei più piccoli peccati, perché quando andrete all’incontro con Dio soffrirete di aver dentro di voi anche una minima mancanza”. “Non confessatevi per abitudine, per rimanere come prima, senza alcun cambiamento. No, così non va bene. La confessione deve dare un impulso alla vostra vita, alla vostra fede. Deve stimolarvi ad avvicinarvi a Gesù. Se per voi la confessione non significa questo, in verità vi convertirete molto difficilmente”.

Così sia!

 

 

 

Prima lettura  
Gs 5,9-12
Il popolo di Dio, entrato nella terra promessa, celebra la Pasqua.
Dal libro di Giosuè

In quei giorni, il Signore disse a Giosuè: «Oggi ho allontanato da voi l’infamia dell’Egitto».
Gli Israeliti rimasero accampati a Gàlgala e celebrarono la Pasqua al quattordici del mese, alla sera, nelle steppe di Gerico.
Il giorno dopo la Pasqua mangiarono i prodotti della terra, àzzimi e frumento abbrustolito in quello stesso giorno.
E a partire dal giorno seguente, come ebbero mangiato i prodotti della terra, la manna cessò. Gli Israeliti non ebbero più manna; quell’anno mangiarono i frutti della terra di Canaan.

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Sal 33
Gustate e vedete com’è buono il Signore.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

> Seconda lettura
2Cor 5,17-21
Dio ci ha riconciliati con sé mediante Cristo.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.
Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione.
In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.
Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.

Parola di Dio

Canto al Vangelo 

(Lc 15,18)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò:
Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te.
Lode e onore a te, Signore Gesù!

>
Vangelo
Lc 15,1-3.11-32
Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.

Dal Vangelo secondo LucaIn quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

Parola del Signore

 

24 marzo 2019: CONVERTIAMOCI SUBITO, FINCHÉ C’È ANCORA TEMPO!

 “Il mio Cuore brucia d’amore per voi. La sola parola che desidero dire al mondo è questa: conversione, conversione! Fatelo sapere a tutti i miei figli. Chiedo solo conversione. Nessuna pena, nessuna sofferenza mi è di troppo pur di salvarvi. Vi prego soltanto di convertirvi! Pregherò mio figlio Gesù di non punire il mondo, ma vi supplico: convertitevi! Voi non potete immaginare ciò che accadrà, né ciò che Dio Padre manderà sul mondo. Per questo vi ripeto: convertitevi! Rinunciate a tutto! Fate penitenza! Ecco, qui c’è tutto ciò che desidero dirvi: convertitevi! Portate il mio ringraziamento a tutti i miei figli che hanno pregato e digiunato. Io presento tutto al mio divin figlio per ottenere che egli mitighi la sua giustizia nei confronti dell’umanità peccatrice.”

Messaggio del 25 aprile  1983

 “Convertitevi, dice il Signore, il regno dei cieli è vicino.” Quante volte abbiamo sentito queste parole. Convertirci vuol dire cambiare vita, radicalmente, da oggi, da subito. L’abbiamo mai fatto? Quanto è difficile far capire l’urgenza di questo messaggio! Non c’è più molto tempo.  Il tempo sta per scadere. Dio Padre è paziente e misericordioso, è il Dio della Vita, e ci vuole condurre alla Vita eterna. Aspetta pazientemente che torniamo a Lui, che ci convertiamo. San Paolo ci avverte però: non crediamo mai di essere giusti, convertiti, a posto. Riconosciamoci ogni giorno, ogni istante, continuamente, peccatori. Preghiamo senza sosta, digiuniamo e confessiamoci frequentemente. Rinnoviamo ad ogni nostro risveglio il nostro cammino di conversione. Manteniamo alta la guardia. Restiamo vigili ed oranti. Non rilassiamoci mai. Non impigriamoci mai. Non allentiamo la tensione. Perseveriamo nella preghiera, nei sacramenti, nell’amore.

Convertiamoci ora, sempre, continuamente, senza stancarci mai. Ogni giorno ricominciamo, ravviviamo la nostra meraviglia, il nostro stupore, il nostro ardore, la nostra fiamma. Chiediamo aiuto a Gesù e a Maria che ponga la sua fiamma d’amore nel nostro cuore. L’invito alla conversione è il messaggio principale della Madonna da Medjugorje, è questo il suo messaggio che sintetizza tutti i 38 anni di messaggi dati finora: convertitevi, convertitevi, convertitevi. Ascoltiamola, ascoltiamo nostra mamma!! L’invito è serio ed urgente, non c’è un attimo da perdere, fin dai suoi primi messaggi dati a Medjugorje.

Non aspettiamo troppo perché, domani potrebbe essere troppo tardi.

Così sia!

Messaggio del 2 settembre 1982 (Messaggio straordinario)
Affrettatevi a convertirvi! Quando si manifesterà sulla collina il segno promesso sarà troppo tardi. Questo tempo di grazia costituisce per voi una grande possibilità per convertirvi e approfondire la vostra fede. Convertitevi e approfondite la vostra fede! Quando verrà il segno visibile, per molti sarà già troppo tardi.”

Messaggio del 17 aprile 1982 (Messaggio straordinario)
Queste mie apparizioni qui a Medjugorje sono le ultime per l’umanità. Affrettatevi a convertirvi!

Messaggio del 2 maggio 1982 (Messaggio straordinario)
Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta. In seguito non apparirò più sulla terra: queste sono le mie ultime apparizioni.

 E’ ora il tempo di convertirsi e fare penitenza!

Prima lettura  
Es 3,1-8.13-15
Io-Sono mi ha mandato a voi.
Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb.
L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava.
Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal roveto: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti oltre! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!». E disse:«Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio.
Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenzeSono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele».
Mosè disse a Dio: «Ecco, io vado dagli Israeliti e dico loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi”. Mi diranno: “Qual è il suo nome?”. E io che cosa risponderò loro?».
Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io Sono mi ha mandato a voi”». Dio disse ancora a Mosè: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi”. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione».

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Sal 102
Il Signore ha pietà del suo popolo.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.

Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi.
Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d’Israele.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.

Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono.

> Seconda lettura
1Cor 10,1-6.10-12
La vita del popolo con Mosè nel deserto è stata scritta per nostro ammonimento.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Non voglio che ignoriate, fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nube, tutti attraversarono il mare, tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nube e nel mare, tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo. Ma la maggior parte di loro non fu gradita a Dio e perciò furono sterminati nel deserto.
Ciò avvenne come esempio per noi, perché non desiderassimo cose cattive, come essi le desiderarono.
Non mormorate, come mormorarono alcuni di loro, e caddero vittime dello sterminatore. Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per nostro ammonimento, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 4,17)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Convertitevi, dice il Signore,
il regno dei cieli è vicino.
Lode e onore a te, Signore Gesù!
>
Vangelo
Lc 13,1-9
Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

Parola del Signore

PREGHIAMO PER TRASFIGURARE IL NOSTRO VOLTO!

“Mi chiedete perché sono così bella? Sono bella perché amo. Se volete essere belli anche voi, amate!”
Messaggio del 13 novembre 1983 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)
Gesù salì sul monte al pregare dice il Vangelo di oggi.
Gesù salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 
 La preghiera di Gesù è un invito rivolto a ciascuno di noi: pregate, pregate, pregate! Se preghiamo, il nostro volto cambierà di aspetto, e le nostre vesti diventeranno candide e sfolgoranti, proprio come quelle di Gesù. Se preghiamo con una preghiera che viene dal profondo del nostro cuore, il nostro volto cambierà d’aspetto.
Importante è pregare bene, come ci insegna la Beata Vergine Maria:
Messaggio del 2 febbraio 2011 (Messaggio straordinario dato a Mirjana)
“Cari figli, vi radunate intorno a me, cercate la vostra strada, cercate, cercate la verità, ma dimenticate la cosa più importante: dimenticate di pregare correttamente. Le vostre labbra pronunciano parole senza numero, ma il vostro spirito non prova nulla. Vagando nelle tenebre, immaginate anche Dio stesso secondo il vostro modo di pensare e non quale è veramente nel suo Amore. Cari figli, la vera preghiera proviene dalla profondità del vostro cuore, dalla vostra sofferenza, dalla vostra gioia, dalla vostra richiesta di perdono dei peccati. Questa è la via per la conoscenza del vero Dio e con ciò stesso anche di sé stessi, perché siete creati a Sua immagine. La preghiera vi condurrà al compimento del mio desiderio, della mia missione qui con voi, l’unità nella famiglia di Dio. Vi ringrazio.”
 
Come dice San Paolo Apostolo, la nostra cittadinanza è nei cieli, di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose.
 
Questa trasfigurazione però può e deve cominciare già da questa nostra vita terrena, nella quale possiamo fin d’ora sperimentare il Regno di Dio, il Regno dell’Amore, perché Dio è Amore, facendo la Sua Volontà, obbedendo (come fece Abramo) e vivendo i Suoi comandamenti, che si riassumono nel grande comandamento dell’Amore., in modo tale che con tutto il cuore possiamo dire: come in cielo così in terra.
Per ricevere questo dono della trasfigurazione del nostro volto è necessario riconciliarci con Dio e tra di noi e per fare questo è necessario – come ci insegna la Madonna –  credere, pregare, digiunare e confessarci, e soprattutto restare uniti a Cristo, perché Gesù è la nostra luce, è il Signore la nostra salvezza.
Perseverando nella preghiera, aumentando la quantità e qualità delle nostre preghiere, fino ad arrivare a pregare anche 3-4 ore al giorno, e sempre di più, affinché la nostra vita diventi preghiera, parallelamente il nostro volto sarà trasfigurato, sarà sempre più illuminato, sarà sempre più sfolgorante di luce, perché il nostro volto è espressione del nostro cuore, di un cuore continuamente nutrito con i sacramenti, con la Parola di Dio, con la preghiera, con l’Eucarestia, fortificato con il digiuno e purificato con la confessione.
La voce di Dio, del Dio di Abramo, chiede ascolto ed obbedienza, e come Abramo obbedì al Signore, così siamo chiamati anche noi ad obbedire al Signore per rispettare la Nuova ed Eterna alleanza sancita da Gesù nell’ultima cena:
«Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». 
Ascoltare Gesù significa credere in Gesù, confidare in Gesù, e mettere in pratica nella nostra vita ciò che Lui ci dice, fare ciò che Lui ci dice, ossia
Ascoltare Gesù significa vivere l’amore, vivere nell’amore, fare tutto con amore e per amore.
Così sia!
 
Prima lettura
Gen 15,5-12.17-18
Dio stipula l’alleanza con Abram fedele.
Dal libro della Gènesi

In quei giorni, Dio condusse fuori Abram e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.
E gli disse: «Io sono il Signore, che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questa terra». Rispose: «Signore Dio, come potrò sapere che ne avrò il possesso?». Gli disse: «Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete di tre anni, una tortora e un colombo». 
Andò a prendere tutti questi animali, li divise in due e collocò ogni metà di fronte all’altra; non divise però gli uccelli. Gli uccelli rapaci calarono su quei cadaveri, ma Abram li scacciò.
Mentre il sole stava per tramontare, un torpore cadde su Abram, ed ecco terrore e grande oscurità lo assalirono. 
Quando, tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un braciere fumante e una fiaccola ardente passare in mezzo agli animali divisi. In quel giorno il Signore concluse quest’alleanza con Abram:
«Alla tua discendenza
io do questa terra,
dal fiume d’Egitto
al grande fiume, il fiume Eufrate».

Parola di Dio
>
Salmo responsoriale
Il Signore è mia luce e mia salvezza.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il mio cuore ripete il tuo invito: 
«Cercate il mio volto!».
Il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.
>
Seconda lettura
Fil 3,17- 4,1
Cristo ci trasfigurerà nel suo corpo glorioso.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési 

Fratelli, fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano secondo l’esempio che avete in noi. Perché molti – ve l’ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto – si comportano da nemici della croce di Cristo. La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra. 
La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose.
Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi!

Parola di Dio.

Forma breve (Fil 3, 20 – 4, 1):

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési 

Fratelli, la nostra cittadinanza è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose.
Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi!

Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mc 9,7)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre:
«Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo!».
Lode e onore a te, Signore Gesù!
>
Vangelo
Lc 9,28-36
Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto.
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. 
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. 
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva. 
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». 
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Parola del Signore

10 marzo: SCEGLI DUNQUE LA VITA!

Prendiamo con noi e viviamo li 5 sassi che ci ricorda Maria per resistere alle tentazioni!