10 febbraio 2019: RICONOSCIAMOCI PECCATORI!

“Cari figli ! Nel grande amore di Dio oggi vengo a voi per condurvi sulla via dell’umiltà e della mitezza. Prima stazione su questa via, figli miei, è la confessione. Rinunciate al vostro orgoglio e inginocchiatevi davanti al mio Figlio. Comprendete, figli miei, che non avete niente e non potete niente. L’unica cosa vostra e quello che possedete è il peccato. Purificatevi e accettate la mitezza e l’umiltà. Mio Figlio avrebbe potuto vincere con la forza, ma ha scelto la mitezza, l’umiltà e l’amore. Seguite mio Figlio e datemi le vostre mani, affinché insieme saliamo sul monte e vinciamo. Vi ringrazio.”

Messaggio del 2 luglio 2007 
 
 
Per grazia di Dio tutto ci viene donato. Tutto e a tutti viene donato, senza distinzioni. Per ricevere tutte le grazie di Dio, ci è chiesto solo una cosa:
essere aperti alla grazia, aprire il cuore, avere un cuore puro ed umile, questo ci è chiesto!
Purificare il cuore comincia dal riconoscerci peccatori, è questo è il primo passo, come ci insegna anche la Beata Vergine Maria.
“Cari figli, oggi, per la vostra unione con mio Figlio, vi invito ad un passo difficile e doloroso. Vi invito al riconoscimento completo ed alla confessione dei peccati, alla purificazione. Un cuore impuro non può essere in mio Figlio e con mio Figlio. Un cuore impuro non può dare un frutto d’amore e di unità. Un cuore impuro non può compiere cose rette e giuste, non è un esempio della bellezza dell’Amore di Dio per coloro che gli stanno attorno e che non l’hanno conosciuto. Voi, figli miei, vi riunite attorno a me pieni di entusiasmo, di desideri e di aspettative, ma io prego il Padre Buono di mettere, per mezzo dello Spirito Santo del mio Figlio, la fede nei vostri cuori purificati. Figli miei, ascoltatemi, incamminatevi con me.”
Messaggio del 2 luglio 2011 (Messaggio straordinario dato a Mirjana)
 Isaia, Paolo e Simon Pietro si riconoscono peccatori, mostrano tutta la loro fragilità ed umiltà, si riconoscono impuri. Riconoscendoci peccatori apriamo il cuore al perdono del Signore, mostriamo la nostra docilità, la nostra umiltà, la nostra pochezza, e con cuore umile e purificato ci poniamo nel migliore dei modi per accogliere la grazia, per riceverla nel nostro cuore, custodirla, farla fruttare.
Nella prima lettura, il serafino purifica le labbra impure con il carbone ardente: le labbra, le parole che escono dalla bocca sono una manifestazione del nostro cuore.
Se le labbra sono impure, il cuore è impuro; purificando le labbra viene purificato il cuore. Saulo poi chiamato Paolo  e’ stato purificato sulla strada per Damasco; dopo essere stato perdonato da Dio, una grande luce lo investì, divenne cieco, così da poter guardare nel sou cuore e pentirsi. Il battesimo cristiano lo condusse a vita nuova, rinnovandolo nel corpo e nello Spirito, dopo aver riaperto gli occhi, sempre per grazia di Dio, dopo aver iniziato a vedere tutto con occhi nuovi, purificati, con gli occhi della Luce che viene da Gesù Cristo che prende dimora nel nostro cuore.
Simon Pietro si riconosce peccatore davanti a Gesù. E Gesù gli risponde: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
Nelle tre lettura c’è una chiamata, l’invito ad una missione. La Parola di Dio che chiama, la Luce di Dio che agisce, il Fuoco dello Spirito Santo che purifica e santifica. Nelle tre letture c’è una comune risposta: Isaia, Paolo e Simon Pietro si riconoscono peccatori e così facendo permettono alla grazia di Dio di perdonare, purificare, e compiere grandi cose per mezzo di loro.
Simon Pietro dice a Gesù:
Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore».
Eppure poi Simon Pietro, nonostante le sue fragilità, i suoi peccati, tra i quali quello di aver rinnegato tre volte Gesù, è diventato il fondatore della nostra Chiesa.
Riconosciamoci peccatori, accostiamoci al sacramento della riconciliazione, accostiamoci al confessionale come così ci suggerisce la Madonna  in numerosi suoi messaggi dati a Medjugorje.
Così sia!

Prima lettura
Is 6,1-2.3-8
Eccomi, manda me!
Dal libro del profeta IsaìaNell’anno in cui morì il re Ozìa, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali. Proclamavano l’uno all’altro, dicendo:
«Santo, santo, santo il Signore degli eserciti!
Tutta la terra è piena della sua gloria».
Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi:
«Ohimè! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi hanno visto
il re, il Signore degli eserciti».
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e disse:
«Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
perciò è scomparsa la tua colpa
e il tuo peccato è espiato».
Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale
Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore!

La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

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Seconda lettura
1Cor 15,1-11
Così predichiamo e così avete creduto.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai CorìnziVi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano!
A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè
che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture
e che fu sepolto
e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture
e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.
Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.
Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

Parola di Dio.

Forma breve (1Cor 15, 3-8.11):

Dalla lettera prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, a voi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè
che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture
e che fu sepolto
e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture
e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.
Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 4,19)
Alleluia, alleluia.
Venite dietro a me, dice il Signore,
vi farò pescatori di uomini.
Alleluia.

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Vangelo
Lc 5,1-11
Lasciarono tutto e lo seguirono.
Dal Vangelo secondo LucaIn quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Parola del Signore

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ENTRIAMO ORA, FINCHÉ LA PORTA È APERTA!

“Cari figli, con amore materno io vi prego: datemi le vostre mani, permettete che io vi guidi. Io, come Madre, desidero salvarvi dall’inquietudine, dalla disperazione e dall’esilio eterno. Mio Figlio, con la sua morte in croce, ha mostrato quanto vi ama, ha sacrificato se stesso per voi e per i vostri peccati. Non rifiutate il suo sacrificio e non rinnovate le sue sofferenze con i vostri peccati. Non chiudete a voi stessi la porta del Paradiso. Figli miei, non perdete tempo. Niente è più importante dell’unità in mio Figlio. Io vi aiuterò, perché il Padre Celeste mi manda affinché insieme possiamo mostrare la via della grazia e della salvezza a tutti coloro che non Lo conoscono. Non siate duri di cuore. Confidate in me ed adorate mio Figlio. Figli miei, non potete andare avanti senza pastori. Che ogni giorno siano nelle vostre preghiere. Vi ringrazio.”

Messaggio del 2 maggio 2012 

Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino! Quante volte abbiamo sentito questa esortazione; l’abbiamo sentita, ma poi cosa abbiamo fatto?

Il Signore sta arrivando, è alle porte; Gesù che è la nostra porta sta per venire in potenza e gloria. E noi che cosa stiamo facendo? Abbiamo iniziato a convertirci? Entrate per la porta stretta, dice Gesù, quella porta stretta che è Gesù stesso e che ci invita ancora una volta a varcarla, finché c’è tempo, ma il tempo sta esaurendosi inesorabilmente, manca davvero pochissimo. Che cosa stiamo aspettando?

Gesù bussa ancora continuamente alla porta del nostro cuore e ci apre la sua porta per entrare, ma attenzione:  è iniziato l’ulitmo conto alla rovescia, è scattato il timer, il count-down, di questa porta che è Gesù, la porta del Regno dei cieli, dopodiché scaduto il tempo si chiuderà e se attendiamo ancora per qualche tempo, la troveremo sbarrata, chiusa, impossibile da aprire. Non aspettiamo domani, domani potrebbe essere già troppo tardi!

La Madonna desidera portarci tutti in Paradiso e continuamente ci invita alla mensa di Gesù, alla Santa Messa, all’Eucarestia, dove incontriamo Gesù, vivo, vivo in mezzo a noi, che per noi spezza il pane, dona se stesso, dà la Sua vita per noi, ci dà speranza. Seguiamo i suoi consigli. Così sia!
“Cari figli, Desidero portarvi tutti con me in paradiso, per questo decidetevi ogni giorno per la santità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Messaggio del 25 marzo 2007

“Cari figli, sono continuamente in mezzo a voi perché, col mio infinito amore, desidero mostrarvi la porta del Paradiso. ”

Messaggio del 2 giugno 2012 

” Se vi amerete gli uni gli altri, pregherete col cuore, raggiungerete le altezze spirituali e vi si aprirà la via verso il paradiso. Là vi attendo io, vostra Madre, perché io sono là. ”

Messaggio del 2 settembre 2015 

 

 

 

Prima lettura
Is 66,18-21
Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti.
Dal libro del profeta IsaìaCosì dice il Signore:
«Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria.
Io porrò in essi un segno
 e manderò i loro superstiti alle popolazioni di Tarsis, Put, Lud, Mesec, Ros, Tubal e Iavan, alle isole lontane che non hanno udito parlare di me e non hanno visto la mia gloria; essi annunceranno la mia gloria alle genti.
Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti come offerta al Signore, su cavalli, su carri, su portantine, su muli, su dromedari, al mio santo monte di Gerusalemme – dice il Signore –, come i figli d’Israele portano l’offerta in vasi puri nel tempio del Signore.
Anche tra loro mi prenderò sacerdoti levìti, dice il Signore».

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Sal 116
Tutti i popoli vedranno la gloria del Signore.Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode.

Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre.

> Seconda lettura
Eb 12,5-7.11-13
Il Signore corregge colui che egli ama.
Dalla lettera agli EbreiFratelli, avete già dimenticato l’esortazione a voi rivolta come a figli:
«Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore
e non ti perdere d’animo quando sei ripreso da lui;
perché il Signore corregge colui che egli ama
e percuote chiunque riconosce come figlio».
È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre? Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati.
Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 14,6)
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Alleluia.
>
Vangelo
Lc 13,22-30
Verranno da oriente a occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio.
Dal Vangelo secondo LucaIn quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Parola del Signore

TENDIAMO AL CIELO!

“Vorrei che la gente in questi giorni pregasse con me. E che preghi il più possibile! Che inoltre digiuni il mercoledì e il venerdì; che ogni giorno reciti almeno il Rosario: i misteri gaudiosi dolorosi e gloriosi”. La Madonna ci ha chiesto di accogliere questo Messaggio con ferma volontà. Si è rivolta in particolare ai parrocchiani e ai fedeli dei paesi vicini.

Messaggio del 14 agosto 1984

 

Nostra Signora, nostra Mamma è assunta al Cielo in corpo e anima, questo è il significato della festa, della Sua grande festa, ma in realtà la Madonna sempre fece così, sempre tese al Cielo, sempre cercò le cose di lassù e non quelle di quaggiù, sempre ci diede l’esempio con le sue virtù, come l’umiltà, la bontà, l’amore, il servizio, il silenzio interiore, la preghiera incessante ed intercessoria, di come si anela al Cielo, vivendo la nostra vita terrena senza essere del mondo, tendendo sempre al Cielo.

Gesù e Maria desiderano ciascuno di noi in paradiso, tutti santi e salvi. Come far questo? Ce lo dice la Madonna stessa: imitando le sue virtù, prendendo la sua vita terrena come modello di vita, come stile di vita.

In particolare ci esorta al digiuno e alla preghiera, il Rosario completo, quotidiano, pregato con il cuore, nonché il digiuno fatto con il cuore, essi sono dei passaporti per la Vita Eterna: il digiuno ci fortifica e ci purifica, e la preghiera ci mette le ali per volare davvero al di sopra delle bassezze umane, con cuori puri e semplici per tendere continuamente al Cielo nonostante tutte le difficoltà che inevitabilmente incontriamo nella vita.

Elisabetta dice a Maria che la visita:

“Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo”.

Così come fu con Elisabetta, Maria visita ciascuno di noi ed è fonte della nostra gioia.  Spesso non ci accorgiamo della sua visita e del suo saluto, troppo impegnati e distratti dalle cose del mondo, però Maria è sempre lì che ci aspetta e prega per noi.

Se sentiamo la sua presenza, sentiamo anche la presenza di Gesù che è sempre con lei, portato in grembo, affinché lo conosciamo e ci incamminiamo dietro a lui. Se sentiamo la presenza di Maria e di Gesù allora inevitabile sarà la nostra gioia, come quella di Elisabetta, che ha sentito il saluto di Maria e la gioia del bambino che portava in grembo la pervase. Preghiamo per questo.

Così sia!

 

 

Prima lettura
Ap 11,19; 12,1-6.10
Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi.
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostoloSi aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza.
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito.
Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio.
Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo».Parola di Dio
> Salmo responsoriale
Sal 44
Risplende la regina, Signore, alla tua destra.Figlie di re fra le tue predilette;
alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir.Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.

Il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio.

Dietro a lei le vergini, sue compagne,
condotte in gioia ed esultanza,
sono presentate nel palazzo del re.

> Seconda lettura
1Cor 15,20-26
Cristo risorto è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai CorìnziFratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita.
Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza.
È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi.Parola di Dio
Canto al Vangelo ()
Alleluia, alleluia.
Maria è assunta in cielo;
esultano le schiere degli angeli.
Alleluia.
>
Vangelo
Lc 1,39-56
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.
Dal Vangelo secondo LucaIn quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.Parola del Signore

NON TEMIAMO, NON ABBIAMO PAURA!

 

“Angeli miei, non abbiate paura di nulla perché io vi sono vicina e vi proteggo. Qualunque problema abbiate, chiamatemi ed io verrò subito da voi e vi aiuterò a risolvere le difficoltà nel miglior modo possibile.”

Messaggio del 4 marzo 1982

Gesù oggi ci dice: “non temete, piccolo gregge!”. Quante volte nell’antico e nuovo testamento abbiamo ascoltato questa parola: “non abbiate paura, non temete”!

Quante volte la Madonna da Medjugorje ci ha ricordato di non avere paura!

“Non abbiate paura, io sono con voi”. “chi prega ed ama non teme, ha speranza ed amore misericordioso”. Messaggio del 2 aprile 2016

Pregare ed amare, questi sono i verbi chiave da mettere in pratica con perseveranza ogni giorno, ed ogni giorno un po’ di più per camminare spediti verso il Paradiso con fede salda, perché, come dice la Beata Vergine Maria: “Figli miei, si salveranno solo coloro che con amore e fede camminano verso il Padre Celeste. Non abbiate paura, sono con voi!”

La chiave per non avere paura è l’amore. Chi ama non ha paura, perché chi ama porta l’amore di Gesù nel cuore e lo emana, lo trasmette a tutti con la testimonianza di verità della sua vita.

Gesù ancora una volta ci invita ad essere vigili ed oranti, a pregare, pregare, pregare, per non cadere in tentazione come disse ai discepoli sul Getsemani, perché l’ora è giunta. Dobbiamo essere pronti, perché il tempo è compiuto, il disegno della salvezza si sta compiendo, si sta chiudendo il cerchio, è ora il momento, ora più che mai, di restare saldi nella fede – come ci esorta San Paolo, e soprattutto traboccanti di amore misericordioso, di carità verso il prossimo, verso i nostri fratelli.

“Non temete, non abbiate paura!”, nonostante tutto quanto sta per accadere, perché chi è in Gesù, chi è nell’amore non può avere paura di nulla, il suo cuore è nella gioia e nella pace di Cristo, perciò non può avere il cuore turbato, perché ogni turbamento viene dal nemico. Gesù e Maria ci daranno la forza, il coraggio, il vigore per attraversare gli ultimi tempi, per vivere con amore questi ultimi tempi, quest’ultima via crucis – già rivelata nella terza parte del segreto di Fatima – dell’umanità, per salire infine sul monte e vincere!

Messaggio del 2 luglio 2007 (Messaggio straordinario dato a Mirjana)

“Mio Figlio avrebbe potuto vincere con la forza, ma ha scelto la mitezza, l’umiltà e l’amore. Seguite mio Figlio e datemi le vostre mani, affinché insieme saliamo sul monte e vinciamo. Vi ringrazio.”

Non dobbiamo avere paura, perché chi è nella grazia di Dio, chi prega, ama, obbedisce ai suoi comandamenti, è già salvo: deve solo perseverare nella preghiera, nell’amore, nella fede. Al momento opportuno il Signore non tarderà ad avvisare i suoi figli chiamati, eletti e salvati, i suoi figli che sono nella Sua grazia, come fece con Giuseppe e Maria, preavvisandoli in sogno dell’imminente strage dei bambini innocenti, così che essi ebbero il tempo di fuggire in Egitto; come fece con gli israeliti dando loro istruzioni per salvarsi dal castigo incombente sui figli primogeniti degli egiziani. Dio salva chi ha fede in Lui, non ci sono dubbi su questo!

Ce lo ribadisce la prima lettura odierna tratta dal libro della Sapienza:

“La notte [della liberazione] fu preannunciata ai nostri padri.”

Siamo vigili ed oranti, dobbiamo essere pronti come ci dice Gesù nel Vangelo odierno “Siate pronti!”,, perché l’ora sta per giungere, ma non sappiamo quando verrà il padrone, per cui preghiamo, preghiamo, preghiamo senza stancarci mai, restiamo saldi nella fede, affidiamoci e confidiamo nell’aiuto del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria consacrandoci quotidianamente ad essi, ed amiamo, amiamo, amiamo, senza calcoli e pretese, amiamo di quell’amore misericordioso che ci ha insegnato Gesù, che ci ha insegnato Maria, nostra madre di misericordia!

Così sia!

Prima lettura

Sap 18,6-9

Come punisti gli avversari, così glorificasti noi, chiamandoci a te.

Dal libro della Sapienza

La notte [della liberazione] fu preannunciata ai nostri padri,

perché avessero coraggio,

sapendo bene a quali giuramenti avevano prestato fedeltà.

Il tuo popolo infatti era in attesa

della salvezza dei giusti, della rovina dei nemici.

Difatti come punisti gli avversari,

così glorificasti noi, chiamandoci a te.

I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto

e si imposero, concordi, questa legge divina:

di condividere allo stesso modo successi e pericoli,

intonando subito le sacre lodi dei padri.

Parola di Dio

> Salmo responsoriale

Sal 32

Beato il popolo scelto dal Signore.

Esultate, o giusti, nel Signore;

per gli uomini retti è bella la lode.

Beata la nazione che ha il Signore come Dio,

il popolo che egli ha scelto come sua eredità.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,

su chi spera nel suo amore,

per liberarlo dalla morte

e nutrirlo in tempo di fame.

L’anima nostra attende il Signore:

egli è nostro aiuto e nostro scudo.

Su di noi sia il tuo amore, Signore,

come da te noi speriamo.

> Seconda lettura

Eb 11,1-2.8-19

Aspettava la città il cui architetto e costruttore è Dio stesso.

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.

Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.

Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso.

Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare.

Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li videro e li salutarono solo da lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sulla terra. Chi parla così, mostra di essere alla ricerca di una patria. Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto la possibilità di ritornarvi; ora invece essi aspirano a una patria migliore, cioè a quella celeste. Per questo Dio non si vergogna di essere chiamato loro Dio. Ha preparato infatti per loro una città.

Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto: «Mediante Isacco avrai una tua discendenza». Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo.

Parola di Dio.

Forma breve (Eb 11,1-2.8-12):

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.

Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.

Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso.

Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 24,42-44)

Alleluia, alleluia.

Vegliate e tenetevi pronti,

perché, nell’ora che non immaginate,

viene il Figlio dell’uomo.

Alleluia.

>

Vangelo

Lc 12,32-48

Anche voi tenetevi pronti.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.

Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.

Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!

Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».

Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.

Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.

Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.

A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Parola del Signore.

4 agosto 2019: PRENDIAMOCI CURA DELLA NOSTRA ANIMA E DEL NOSTRO CUORE ACCUMULANDO TESORI IN CIELO, SIAMO DAVVERO POVERI IN SPIRITO!

“Cari figli vi ho invitati e vi invito nuovamente a conoscere mio Figlio, a conoscere la verità. Io sono con voi e prego che ci riusciate. Figli miei, dovete pregare molto per avere quanto più amore e pazienza possibile, per saper sopportare il sacrificio ed essere poveri in spirito. Mio Figlio, per mezzo dello Spirito Santo, è sempre con voi. La sua Chiesa nasce in ogni cuore che lo conosce. Pregate per poter conoscere mio Figlio, pregate affinché la vostra anima sia una cosa sola con lui. È questa la preghiera ed è questo l’amore che attira gli altri e vi rende miei apostoli. Vi guardo con amore, con amore materno. Vi conosco, conosco i vostri dolori e le vostre afflizioni, perché anch’io ho sofferto in silenzio. La mia fede mi ha dato amore e speranza. Vi ripeto: la Risurrezione di mio Figlio e la mia Assunzione al Cielo sono per voi speranza e amore. Perciò, figli miei, pregate per conoscere la verità, per avere una fede salda, che guidi i vostri cuori e sappia trasformare le vostre sofferenze e i vostri dolori in amore e speranza. Vi ringrazio.”
Messaggio del 2 febbraio 2016 

 

La Madonna ci invita a pregare molto per saper sopportare il sacrificio ed essere poveri in spirito, a pregare affinché la nostra anima sia una cosa sola con lui. Sacrificio significa rinuncia, chiederci quanto e cosa siamo risposti a rinunciare per Gesù per amore di Cristo, come ci insegna la Madonna stessa nel seguente messaggio:

Messaggio del 6 giugno 1987 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)
Chiedetevi: sono pronto a lasciare ogni cosa e a seguire senza riserve la volontà di Dio?

Messaggio del 28 dicembre 2012 (Messaggio straordinario dato a Ivan)
“Che cosa posso fare perché il mio cuore sia più vicino a Gesù?”. Che questa domanda vi guidi. Dite a voi stessi: “Che cosa devo lasciare? Che cosa devo rifiutare, perché il mio cuore sia più vicino a Gesù?”.

Nella povertà di spirito siamo più vicini a Gesù, è questa la felicità che ci aspetta, è questo il regno di Dio che desidera formarsi nel nostro cuore con la presenza e la vicinanza di Gesù!

Se ci approcciamo alle cose di questo mondo con attaccamento, diventiamo schiavi della vanità. Essere poveri di spirito significa non attaccarci alle cose di questo mondo, essere liberi da esse ed accumulare tesori nel cielo,   “perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore”.

Dobbiamo dunque svestirci dell’uomo vecchio, come dice San Paolo: “vi siete svestiti dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato”. Gesù poi ci ammonisce: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». E con la parabola del ricco stolto ci avverte della sua triste fine: “Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

Se lasciamo ogni egoismo non attaccandoci e preoccupandoci dei beni di questo mondo, per fare spazio a Gesù, dedicandogli il nostro tempo migliore, incontrandolo nella preghiera, nel confessionale, nell’adorazione, nella santa messa, nei sacramenti, nei poveri che incontriamo, allora ci spogliamo dell’uomo vecchio e permettiamo a Dio di agire in noi, di far fiorire nel nostro cuore le grazie che continuamente ci porta in dono: così nasce e fiorisce il regno dei cieli già nel nostro cuore, così germoglia la pace e la gioia nel nostro cuore, perché così ci arricchiamo presso Dio, perché Dio per mezzo della nostra povertà ci arricchisce immensamente già in questa nostra vita terrena con innumerevoli grazie spirituali e provvedendoci di quanto ci è necessario per una vita sobria da buoni cristiani!

Così sia!

 

 

 

Prima lettura  
Qo 1,2;2,21-23
Quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica?
Dal libro del Qoèlet

Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità: tutto è vanità.
Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare la sua parte a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo è vanità e un grande male.
Infatti, quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole? Tutti i suoi giorni non sono che dolori e fastidi penosi; neppure di notte il suo cuore riposa. Anche questo è vanità!

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Sal 89
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.

> Seconda lettura
Col 3,1-5.9-11
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria.
Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato.
Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 5,3)
Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.

Alleluia.
>
Vangelo
Lc 12,13-21
Quello che hai preparato, di chi sarà?
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

Parola del Signore

28 luglio 2019: PREGHIAMO DIO PADRE, IL PADRE NOSTRO, ENTRIAMO IN CONTATTO E DIALOGO CON L’ALTISSIMO!

“Tutti i miei figli che cercano l’aiuto del Padre saranno da lui esauditi perché egli li ama tanto e li vuole vedere pieni di gioia. L’unica cosa che debbono fare per ottenere aiuto è pregare, dire al Padre tutto ciò che desiderano. E l’unico modo per parlare con Dio è proprio la preghiera. Preghiamo tutti il nostro caro Padre perché volga il suo sguardo verso quelli che sono tristi, malati e soli. Invitate pure loro a dedicarsi alla preghiera, al digiuno e al sacrificio. Io, la madre, pregherò per loro. Ma non si può ottenere nulla se anch’essi non cercano questo contatto col Padre”.

Messaggio del  2 febbraio 1992

Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto, dice oggi il Salmo, ed Abramo infatti invoca Dio, con una preghiera ripetuta ed accorata intercede per la sorte degli uomini ed alla fine ottiene, perché come dice il Signore Gesù, “chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto”. 

E’ importante la preghiera, che è un dialogo del figlio con il padre, di ciascuno di noi con il Padre Nostro, la preghiera stessa che Gesù ci ha insegnato per rivolgerci a nostro Padre. E’ importante entrare in relazione con Dio Padre, dialogare con cuore puro e umile con Lui, pregare e perseverare nella preghiera, come Gesù, che pregava sempre, giorno e notte, mantenendo, rafforzando e ravvivando la relazione con il Padre Suo e Padre Nostro. Con la preghiera, con questo dialogo incessante diamo e riceviamo molto di più di quanto diamo, dato che pure lo spirito di preghiera è un dono che riceviamo. Con la preghiera chiediamo (è importante chiedere bene), invochiamo il perdono, intercediamo per i nostri fratelli, offriamo il nostro contributo per la salvezza delle anime, cresciamo spiritualmente grazie alle tante grazie che con la preghiera incessante e continua, continuamente riceviamo. Quante volte la Beata Vergine Maria ci invita a pregare l’Altissimo! Quante volte la Madonna ci ha insegnato anche come pregare!

Messaggio del 21 marzo 1985 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)
Domandatevi perché bisogna pregare. Si prega per stare in Dio, per sentire Dio dentro di voi. Se pregate bene, se pregate col cuore, dopo cinque minuti di preghiera deve succedere qualcosa dentro di voi. Adesso pregate ancora il Padre Nostro.

Messaggio del 25 gennaio 2012
Attraverso la preghiera l’Altissimo vi darà l’abbondanza di grazia e voi diventerete le mie mani tese in questo mondo inquieto che anela alla pace.

Messaggio del 2 giugno 2013 (Messaggio straordinario dato a Mirjana)
Figli miei, non dimenticate che mio Figlio vi ha redenti con la sua croce e vi ha messi in grado di essere nuovamente figli di Dio e di chiamare di nuovo “Padre” il Padre Celeste. Per essere degni del Padre amate e perdonate, perché vostro Padre è amore e perdono. Pregate e digiunate, perché questa è la via verso la vostra purificazione, questa è la via per conoscere e comprendere il Padre Celeste. Quando conoscerete il Padre, capirete che soltanto Lui vi è necessario! (la Madonna ha detto questo in modo deciso e accentuato). 

Così sia!

Prima lettura  
Gen 18,20-32
Non si adiri il mio Signore, se parlo.
Dal libro della Gènesi

In quei giorni, disse il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!».
Quegli uomini partirono di là e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora alla presenza del Signore.
Abramo gli si avvicinò e gli disse
: «Davvero sterminerai il giusto con l’empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lontano da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lontano da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?». Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutto quel luogo».
Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere: forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne troverò quarantacinque».
Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta». Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola: forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci».

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Sal 137
Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile;
il superbo invece lo riconosce da lontano.
Se cammino in mezzo al pericolo, tu mi ridoni vita;
contro la collera dei miei avversari stendi la tua mano.

La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

> Seconda lettura
Col 2,12-14
Con lui Dio ha dato vita anche a voi, perdonando tutte le colpe.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi

Fratelli, con Cristo sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti.
Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Rm 8,15)
Alleluia, alleluia.
Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi,
per mezzo del quale gridiamo: Abbà! Padre!

Alleluia.
>
Vangelo
Lc 11,1-13
Chiedete e vi sarà dato.
Dal Vangelo secondo Luca

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».

Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Parola del Signore

 

21 luglio 2019: INCONTRIAMOCI CON GESÙ NELL’EUCARESTIA E ASCOLTIAMO LA SUA PAROLA

“Cari figli la mia presenza reale e vivente in mezzo a voi deve rendervi felici, perché questo è il grande amore di mio Figlio. Egli mi manda in mezzo a voi affinché, con materno amore, io vi dia sicurezza; affinché comprendiate che dolore e gioia, sofferenza e amore fanno sì che la vostra anima viva intensamente; affinché vi inviti nuovamente a celebrare il Cuore di Gesù, il cuore della fede: l’Eucaristia. Mio Figlio, di giorno in giorno, nei secoli ritorna vivente in mezzo a voi: ritorna a voi, anche se non vi ha mai abbandonato. Quando uno di voi, miei figli, ritorna a lui, il mio Cuore materno sussulta di felicità. Perciò, figli miei, ritornate all’Eucaristia, a mio Figlio. La strada verso mio Figlio è difficile e piena di rinunce ma, alla fine, c’è sempre la luce. Io capisco i vostri dolori e le vostre sofferenze e, con materno amore, asciugo le vostre lacrime. Confidate in mio Figlio, poiché Egli farà per voi quello che non sapreste nemmeno chiedere. Voi, figli miei, voi dovete preoccuparvi soltanto per la vostra anima, perché essa è l’unica cosa che vi appartiene sulla terra. Sudicia o pura, la porterete davanti al Padre Celeste. Ricordate: la fede nell’amore di mio Figlio viene sempre ricompensata. Vi chiedo di pregare in modo particolare per coloro che mio Figlio ha chiamato a vivere secondo lui e ad amare il loro gregge. Vi ringrazio.”

Messaggio del  2 luglio 2016

La liturgia di oggi mette in evidenza alcune qualità importanti da coltivare per ogni cristiano: l’ospitalità, l’accoglienza, e l’ascolto della Parola di Dio.

Le letture ci ricordano che è Gesù colui il quale deve essere al centro della nostra vita, del nostro cuore, dei nostri pensieri, dei nostri gesti, delle nostre parole, delle nostre azioni. E per far sì che questo succeda dobbiamo accostarci a lui, stare ai sui piedi, incontrarlo. Maria, sorella di Marta, ci insegna come far sì che questo accada: occorre farci prossimi a Gesù, stargli vicino, andare incontro a Lui, ascoltare la Sua Parola e metterla in pratica dando frutto; occorre adorarLo, adorare Gesù nel Santissimo Sacramento dell’Altare, incontrarlo nell’Eucarestia. La Madonna ci invita spesso da Medjugorje a vivere l’Eucarestia.

Così sia!

Messaggio del 15 ottobre 1983 (Messaggio straordinario)
Se sapeste quale grazia e quale dono ricevete nell’Eucaristia, vi preparereste ogni giorno per almeno un’ora.

 Messaggio del 26 luglio 1984 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)
Confessatevi bene e partecipate attivamente all’Eucarestia.

Messaggio del 6 agosto 1984 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)
Voi non capirete mai abbastanza la profondità dell’amore divino lasciato nell’Eucarestia.

 Messaggio del 8 agosto 1984 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)
Quando adorate l’Eucarestia, io sono con voi in modo particolare.

Messaggio del 2 maggio 2016 (Messaggio straordinario dato a Mirjana)
Non dimenticate che nell’Eucaristia, che è il cuore della fede, mio Figlio è sempre con voi. Egli viene a voi e con voi spezza il pane perché, figli miei, per voi è morto, è risorto e viene nuovamente.

Messaggio del 2 luglio 2015 (Messaggio straordinario dato a Mirjana)
L’amore ravviva sempre nuovamente il dolore e la gioia dell’Eucaristia, ravviva il dolore della Passione di mio Figlio, che vi ha mostrato cosa vuol dire amare senza misura; ravviva la gioia del fatto che vi ha lasciato il suo Corpo ed il suo Sangue per nutrirvi di sé ed essere così una cosa sola con voi.  Vivete lui, vivete l’amore, vivete la luce che sempre vi illumina nell’Eucaristia.

 Messaggio del 2 aprile 2015 (Messaggio straordinario dato a Mirjana)
Vi invito, apostoli miei, a vivere con gioia l’Eucaristia perché, nell’Eucaristia, mio Figlio si dona a voi sempre di nuovo e, col suo esempio, vi mostra l’amore e il sacrificio verso il prossimo. Vi ringrazio.

Messaggio del 2 agosto 2014 (Messaggio straordinario dato a Mirjana)
Vi invito affinché la vita per la vostra anima sia l’Eucaristia.

 

Prima lettura  
Gn 18,1-10
Signore, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo.
Dal libro della Gènesi

In quei giorni, il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno.
Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa’ pure come hai detto».
Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce». All’armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono.
Poi gli dissero:
 «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio».

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Sal 14
Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda.

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua.

Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.

Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

> Seconda lettura
Col 1,24-28
Il mistero nascosto da secoli, ora è manifestato ai santi.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi

Fratelli, sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa.
Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dioil mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi.
A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria. È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 8,15)
Alleluia, alleluia.
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
con cuore integro e buono,
e producono frutto con perseveranza.
Alleluia.
>
Vangelo
Lc 10,38-42
Marta lo ospitò. Maria ha scelto la parte migliore.
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signoreascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Parola del Signore

ABBIAMO OCCHI NUOVI: SOLO LA CARITÀ RIMARRÀ!

“Cari figli! Ringraziate Dio con me per il dono che Io sono con voi. Pregate, figlioli, e vivete i comandamenti di Dio perché siate felici sulla terra. Oggi, in questo giorno di grazia desidero darvi la mia benedizione materna di pace e del mio amore. Intercedo per voi presso mio Figlio e vi invito a perseverare nella preghiera perché con voi possa realizzare i miei piani. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Messaggio del  25 giugno 2016

 

Oggi San Paolo ci invita a vedere: siamo chiamati a vedere, a vedere Gesù in ognuno che incontriamo, siamo chiamati ad avere occhi nuovi!

E’ questo che ci ricorda Gesù con la parabola del buon Samaritano odierna, ci invita ad avere occhi nuovi, perché noi siamo chiamati alla libertà, ma siamo liberi di scegliere (“mi fermo o non mi fermo?”) e siamo chiamati alla novità del Vangelo, ad accogliere la Buona Novella: (“vedo Gesù o non lo vedo sul ciglio della strada?”), siamo chiamati all’amore misericordioso, “perché l’amore chiama amore e fa’ che le opere siano più importanti delle parole” (messaggio del 2 giugno 2016).

La conoscenza è importante, ma il nostro cuore deve rimanere sempre puro, umile, semplice. Dobbiamo obbedire ai decreti di Dio, ai suoi comandamenti, viverli, come ci ricorda la Beata Vergine Maria nel suo messaggio del 25 giugno 2016:

. “Pregate, figlioli, e vivete i comandamenti di Dio perché siate felici sulla terra”.

Vivere il comandamento dell’amore che ci ha insegnato Gesù significa essere misericordiosi come il Padre, come Gesù, come Maria, madre di misericordia.

Vivere il comandamento dell’amore significa amare di un amore sconfinato, misericordioso, com’è quello del buon samaritano. Significa vedere e amare Gesù in ogni prossimo che incontriamo.

Il buon samaritano è Gesù che si prende cura di Gesù, “vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui.”

E’ un vedere con cuore aperto, umile, puro, è un vedere con cuore misericordioso. E’ uno sguardo pieno d’amore, compassionevole, come quello di Gesù quando guardò Zaccheo,  la vedova di Nain, Matteo.. E’ uno sguardo che si trasforma in azione, in gesti d’amore ed in altri sguardi d’amore, non come quegli sguardi del sacerdote e del levita che videro e passarono oltre, senza guardare il moribondo negli occhi.. Lo sguardo è un incontro: se non guardiamo negli occhi il prossimo non lo incontriamo, non ci avviciniamo a lui, non ci facciamo prossimi, non ci prendiamo cura di lui, non gli versiamo l’olio e il vino: quell’olio che è unzione e benedizione;  quel vino che è gioia per gli sposi nelle nozze di Cana, quel  vino che è sangue nel calice amaro della sofferenza nella passione di Gesù, quel vino che è il sangue uscito insieme con l’acqua dal cuore trafitto di Gesù in croce.

Questo è l’amore che ci chiede Gesù: l’amore che nasce da uno sguardo misericordioso, l’amore che diventa azione, opera d’amore, l’amore che si muove da noi stessi, perché amiamo il prossimo come noi stessi, perché amiamo il prossimo come amiamo Dio che ci riempie continuamente il cuore di doni, d’amore, perchè amiamo come Gesù ci ha amato.

così sia!

 

 

 

Prima lettura
Dt 30,10-14
Questa parola è molto vicina a te, perché tu la metta in pratica.
Dal libro del DeuteronòmioMosè parlò al popolo dicendo:
«Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: “Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Non è di là dal mare, perché tu dica: “Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica».

Parola di Dio

> Salmo responsoriale
Sal 18
I precetti del Signore fanno gioire il cuore.La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.

> Seconda lettura
Col 1,15-20
Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai ColossèsiCristo Gesù è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 6,63.68)
Alleluia, alleluia.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.
Alleluia.
>
Vangelo
Lc 10,25-37
Chi è il mio prossimo?
Dal Vangelo secondo LucaIn quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Parola del Signore